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La Sorellanza è un'associazione che si impegna nel portare all'attenzione mondiale il volley, soprattutto il trash che c'è dietro. CEO: Luca Vettori.

È tempo di playoff!

Chiusa la Regular Season con il primo posto della Sir Safety Conad Perugia, iniziano le giostre dei playoff. Tra probabili montagne russe, case stregate, autoscontro e qualche calcinculo alla bisogna, per gara 1 dei quarti di finale scegliamo il Palapanini dove si affrontano Modena e Milano, due che hanno avuto una stagione talmente piena di infortuni da costringere le società ad affittare un ufficio del palazzetto all’INAIL per poter velocizzare le pratiche. Abbiamo scelto questa partita perché è una delle più interessanti fra i vari accoppiamenti e soprattutto per capire se e quanto i giocatori di entrambe le squadre hanno recuperato dagli acciacchi. Siamo qui per vedere se l’Azimut è entrata in clima playoff abbandonando l’atteggiamento tenuto in Superlega con le squadre di “seconda fascia”, abbracciando invece la fisiologia prepotente che l’ha contraddistinta contro le altre big in Regular Season. Siamo qui anche per vedere se la truppa guidata da Giani riuscirà a fare lo sgambetto a una delle Top4, come del resto ci ha abituato con le due nazionali – Slovenia prima, Germania poi – che ha guidato fino a oggi. Siamo qui perché il Palapanini è pur sempre il Tempio del Volley. No, non è vero. Siamo qui perché dove c’è Andrea Giani c’è La Sorellanza.

Lungi dal volervi annoiare con la fredda cronaca, preferendo concentrarci su un’analisi di più ampio respiro, iniziamo con uno spoiler: ha vinto Modena al quinto set (non credete a quello che scrivono alcuni giornali). È stata una partita lunga e strana, con alcune belle giocate a livello tecnico-tattico da entrambe le formazioni, intervallate da cose brutte (facili alzate del libero completamente sbagliate) e altre “divertenti”. A tal proposito segnaliamo Cebulj lisciare completamente un campanile alzato in 4, con la palla che lo prende in testa e va beatamente nel campo avversario e per par condicio Argenta, trovandosi nei pressi di una freeball a filo rete con Holt, schiaccia in testa all’americano, la palla carambola nel campo milanese e Modena si porta a casa uno dei punti più bizzarri della storia recente. Capitolo iinfermeria: Rado finalmente ha tutti gli uomini a disposizione (tranne Daniele Mazzone) anche se nel primo set vediamo distintamente scorrergli un brividino lungo la schiena quando Ngapeth si accascia a terra toccandosi la caviglia sinistra. Per fortuna niente di grave, pronta fasciatura e di nuovo in campo dal secondo set. Nonostante questo la sua squadra stenta a girare, tiene botta il solito Tine Urnaut che si sta dimostrando il più solido e costante del gruppo. Andrea Argenta è ancora “acerbo”, ma ha un gran carattere e il ragazzo sicuramente si farà e ci darà presto soddisfazioni in quel delicato ruolo che è l’opposto. Per i gialloblù, ai grossi problemi a muro, che nei primi due set non perviene, e a una ricezione altalenante e da rivedere, fa da contraltare una battuta con pochi errori (12 in cinque set) e tanta cassa (9 ace).

Anche in casa della Revivre Giani ha recuperato tutti gli infortunati anche se Sbertoli ancora non riesce a sviluppare il gioco a cui ci aveva abituati, tanto da venire sostituito nel secondo set. In verità l’allenatore meneghino ruota molto i suoi giocatori, contando su una rosa con valore più equilibrato rispetto ad altre squadre di Superlega. L’imperfetto timing al centro è sicuramente da sistemare, ma poco male, perché si sa che nel volley spesso sono le palle sbucciate quelle che cadono inesorabilmente a terra. Più costanti a muro rispetto all’avversario, i milanesi devono però cercare di essere più cinici nei finali di set, se vogliono realisticamente pareggiare il conto in gara 2.

Chiudiamo con un po’ di folklore: notiamo che i manicotti Yomo si stanno moltiplicando come fermenti lattici vivi, che Averill durante i time out si scalda murando mulini a vento come un Don Chisciotte qualsiasi – ma lui è Moschettiere e non lo sa – e che, soprattutto, il Palapanini si stringe in un lungo, meraviglioso abbraccio ad Andrea Giani per sostenerlo in questo momento per lui difficile. Abbraccio al quale tutte noi de La Sorellanza ci uniamo.

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Photo Credits: Modena Volley

Modena Capitale, Perugia Bene o Male, anche.

Non vi voglio ammorbare con numeri e statistiche. Non ha senso per questo tipo di partita. Potrebbero collocarmi faziosamente da una parte come dall’altra, sia nel caso in cui dicessi che Perugia non vince contro Modena da ben 14 partite (contando anche l’amichevole del torneo di Gubbio, che per i Sirmaniaci, credetemi, CONTA), sia se facessi notare che tanto a questo punto dei giochi a Perugia non importa, guarda tutti dall’alto di un primo posto assicurato in Regular Season.
A discapito della mera statistica, conta tutto per chi è in campo e sugli spalti.

Modena viene da uno di quei periodi neri come la pece, in cui una sola catastrofe è l’inizio di un domino alla cui fine c’è Fabio Donadio che si toglie la giacca di Team Manager per rimettersi la divisa del libero. La Modena che il 17 dicembre 2017 aveva sconfitto Perugia tra le file del PalaEvangelisti era carica e diversa, al netto delle catastrofi e degli infortuni.
Per Perugia, invece, quant’è bella questa giovinezza di prospettive. E non è nemmeno vero che del doman non c’è certezza, perchè con due trofei stagionali nella bacheca di Gino Sirci, che non avrà vinto quanto Osmany Juantorena ma ce ne faremo tutti una ragione, forse non la certezza, ma il profumo di un triplete nell’aria si potrebbe cominciare a sentire

Eppure con Modena non riescono a spezzare la maledizione, e anche se per il momento la matematica è dalla loro parte, ci sarà un giorno in cui la matematica lascerà spazio al destino, grato o infame che dir si voglia. Ci sarà un momento in cui il lavoro sporco andrà fatto dalla parte di campo perugina, che nel particolare caso delle scorsa domenica non è riuscita ad approfittare del calo modenese nel secondo e quarto set. Portati al tie break per ballare tutti una splendida “paranza della battuta sbagliata”, e poi subire tantissimo da parte di Holt e Urnaut, MVP di grande merito. Anche i 30 punti di Atanasijević, l’opposto che vorrei se fossi ancora una palleggiatrice e l’opposto che Luciano De Cecco si merita, non sono riusciti a finalizzare il risultato. E nemmeno la spettacolarità di Max Colaci in difesa, Max che ha un viso diverso da quando gioca a Perugia, con la voglia di battere a tappeto quel campo che sprizza da ogni poro. Poco male Zaytsev e Russell, mai decisivi ma neanche indifferenti.
Dalla parte gialloblu un ottimo Bruno in distribuzione e difesa, granitici a muro i centrali Holt e Bossi, di cattiveria il giovane Argenta in posto 2 e un eccezionale Tine Urnaut, costante durante tutto il match. Ngapeth pervenuto come RDS nel Basso Polesine, a tratti.

Non sappiamo, a questo punto quando sarà il momento decisivo fra le due squadre, perchè nel gioco dei playoff o vinci o muori, sappiamo solo che quando arriveremo quel momento e se quel momento sarà una finale la soluzione per Perugia è solo una, per Modena invece 15, 16 o 17.

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Photo Credits: Modena Volley

PDM – XVII^ giornata

Più puntuali di una ramanzina di Claudio Galli, eccoci pronte con la PDM riguardante la quarta giornata di ritorno della SuperLega UnipolSai.

Assenti di questa giornata la BCC Castellana Grotte e la Diatec Trentino, che giocheranno la loro partita mercoledì 24 al PalaFlorio. Lo stesso impianto che ospiterà la Final 4 di Coppa Italia pochi giorni dopo (argomento sul quale torneremo molto presto).

Doppia doppietta per questa diciasettesima giornata. La Revivre Milano e la Taiwan Excellence Latina, impegnate con le teste di serie di questo campionato, ci regalano questa combo meravigliosa.

Percentuali Di Merda per la ricezione e per il servizio per Milano. La seconda linea milanese mette in saccoccia un discreto 30% di rice positiva, 15% di rice perfetta, 7 errori diretti su 82 palloni totali. Unico ricettore quasi sufficiente: Klemen Cebulj. Dalla linea dei nove metri, invece, i ragazzi di coach Giani regalano un set intero alla Sir Safety Conad Perugia (25 errori diretti) mettendo a segno solamente 5 aces.

I restanti due premi vanno, invece, a Latina. Sottile ci prova ma gli attaccanti a mala pena rasentano il 4 in pagella: 36% di efficienza in attacco, 5 errori diretti, 10 muri subiti su 69 giocate. Male in generale a rete per gli uomini di Di Pinto, solo 3 i muri realizzati.

Ricordiamo a tutti il big match di domenica al PalaTrento: i padroni di casa ospiteranno i campioni d’Italia in diretta tv (Rai Sport, ore 18).

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Ph Credit: Powervolley Milano

PDM – XVI^ giornata

Eccoci di ritorno! Archiviate le feste, terminata la carta da regalo e finito l’alcool torniamo a scrivere su queste “pagine“.

Ci dispiace informarvi che a causa di scelte di vita (quella vera, per intenderci), sbronze che proseguono in maniera piuttosto continuativa dall’8 dicembre, le PDM passate sono perdute ma siamo cariche e motivate per tenerci al passo in questo girone di ritorno. Anno nuovo, vita nuov…assolutamente no! Continuano le gare ogni 3/4 giorni, per non annoiarci. Ecco a voi le Percentuali Di Merda della terza giornata di ritorno.

Dura lotta per quanto riguarda la ricezione tra la Diatec Trentino e la Bcc Castellana Grotte. A spuntarla sono i pugliesi che in quel di Verona collezionano un bel 29% di rice positiva, 19% di perfetta, 4 errori diretti su 59 palloni totali. Brava la formazione gialloblù a mettere in difficoltà le due bande avversarie ed evitare il libero al servizio.

Sconfitta con premio per la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia reduce dalla risoluzione contrattuale con l’allenatore Lorenzo Tubertini (al quale auguriamo un buon ritorno al Nord). In trasferta a Padova attaccano con un 44% di realizzazione di squadra, 8 muri subiti e 12 errori diretti.

Fanalino di coda nella classifica dei muri realizzati è la Biosì Indexa Sora che, nella gara contro la Taiwan Excellence Latina, riesce a mettere a segno un solo muro (Caneschi).

Al servizio la Revivre Milano prova a mettere in difficoltà i campioni d’Italia della Cucine Lube Civitanova ma con scarsi risultati: 19 errori diretti e 3 soli aces.

Questa sera si giocherà la quarta giornata di ritorno (diretta RaiSport domani alle 20.30 per Calzedonia Verona – Kioene Padova). Le big del campionato giocheranno tutte in trasferta (Perugia a Milano, Modena a Piacenza e Trento a Castellana) tranne Civitanova che sfiderà in casa Latina.

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Ph Credit: Lube Volley

Gnammy Awards 2017

Sette premi per celebrare il meglio e il peggio del 2017.

La Sorellanza è lieta di presentare la seconda edizione dei Gnammy Awards, i riconoscimenti annuali volti a celebrare chi, nel mondo della pallavolo, si è distinto per le qualità più diverse, non necessariamente tecniche ma tutt’altro che trascurabili.

Il processo di selezione dei vincitori prevede il coinvolgimento dei fidatissimi lettori della Sorellanza e avrà il suo culmine con la consegna di una bottiglia di prezioso olio di zio Franco ai vincitori.

La redazione della Sorellanza ha nominato 3 protagonisti per ogni categoria.  Voi, fidati lettori, siete chiamati ad esprimere la vostra preferenza attraverso i sondaggi che troverete in questo articolo. Potete esprimere la vostra preferenza da martedì 12 a lunedì 25 dicembre. I vincitori saranno svelati martedì 26, in occasione dell’ultimo turno del girone di andata di Superlega.

Per la consegna del prezioso olio abbiamo chiesto un preventivo al Dolby Theater di Hollywood, qualora non dovessimo trovare l’accordo ci occuperemo di recapitare personalmente il premio con il metodo porta a porta. Saremo sempre più gradite di un promoter Kirby.

Grandma’s persecution

I pranzi dalla nonna. Quelli belli, quelli che se non ti sei magnato sette piatti di lasagne non vale, perché poi parte l’interrogatorio in stile Guantanamo e il sospetto grandmaterno sul patimento della fame infrasettimanale si ingigantisce. Se la domenica non c’è la nonna a metterti sotto torchio, siamo noi a preoccuparci per questi tre centralini rocciosi come un Mikado immerso nel té.

Photo Credit: Daily Volley, Modena Volley, Pallavolo Padova

“A volte ritornano”

Come nel libro di racconti di Stephen King, ecco tre ritorni eccellenti nel nostro campionato. Involontari protagonisti di innumerevoli fan fiction e di altrettanti svariati melodrammi che ci hanno accompagnato nell’ultimo decennio. A voi decidere se esserne spaventati o felici.

Photo Credit: Margherita Leone, Fantavolley, Pallavolo Padova

Viaggi del Ventaglio

Tempo d’estate (non ora), tempo di vacanze, resort principeschi, aperitivi a bordo piscina, beach volley di contorno e abbronzatura Carlo Conti. Le stelle della movida 2017, quelle che hanno dominato la bella stagione, sono i tre martelli rimasti a riposo – più o meno volontariamente – dall’impegno azzurro. (Ndr: la redazione declina ogni responsabilità in merito agli sponsor immortalati nell’immagine)

Photo Credit: Osmanijp5, Alessiaknight, Beach Volley Marathon

Zoolander

Belli, belli in modo assurdo”. Come poter altrimenti definire gli adoni protagonisti della categoria più avanguardista degli Gnammy 2017? Capello scolpito da barbieri in trip allucinogeno, scriminatura A14 a tre corsie, taniche e taniche di gel, tatuaggio prorompente, fughe dal palazzetto con il proprio cartonato sotto braccio. Eccoli, gli stilosi, i fighissimi senza portafoglio, gli gnocchi senza giovedì.

Photo Credit: LPR Piacenza, Daily Volley, Bonalorephotos

Tappo di Sughero

L’ambito premio che chiude la botte piccola mette in competizione quelli che a nostro avviso sono stati i tre “diversamente nani” migliori dell’anno. Diversamente, perché nella quotidianità surclassano in ogni caso i comuni mortali nella lotta allo scaffale più in alto; nani, perché legittimano con la bravura il loro posto in un mondo dei giganti.

Photo Credit: Daily Volley, Serena Campagnola

Wannabe Pedro Pascal

Questa categoria nasce come omaggio alla manzitudine conclamata e devastante del detective Javier Peña di Narcos. Ci è parso logico che anche i nostri eroi volessero esprimere il dovuto riconoscimento allo statuario attore cileno, copiandogli paro paro i proverbiali baffi sfoggiati durante la serie. Peccato che, a conti fatti, l’esperimento risulti più vicino a un Maurizio Costanzo d’annata. O, alla meglio, al commesso de “Il paradiso delle signore”.

Photo Credit: Powervolley Milano, BonaLore Images, Lube Volley

Capo Ultrà

Nick Hornby è uno a cui piace molto stilare classifiche (31 Songs); è anche uno che ama il calcio, amore che lo spinse, venticinque anni fa, a scrivere Fever Pitch, manifesto della sua passione viscerale per l’Arsenal che si intreccia, metaforicamente e psicologicamente, con la sua vita personale. Che c’entra? C’entra, perché ogni volta che categorizziamo, classifichiamo e analizziamo il fanatismo nei confronti della pallavolo c’è un po’ di Hornby in ognuno di noi. E ce n’è un po’ nei tre giocatori/trascinatori di folle più sanguigni della Superlega.

Photo Credit: Sir Safety Perugia, urosh_dom, Margherita Leone

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PDM – XI^ giornata

Undicesima settimana di SuperLega UnipolSai e undicesimo appuntamento con la PDM.

Weekend iniziato venerdì sera col big match tra BCC Castellana Grotte e la Biosì Indexa Sora, terminato con la vittoria al tie break per gli ospiti. Sabato anticipo ad orario aperitivo per la Cucine Lube Civitanova e la Kioene Padova, altro tie break (questa volta con vittoria dei padroni di casa). Mentre domenica si sono giocati gli altri match. La Wixo LPR Piacenza riesce a portarsi a casa i tre punti pieni in diretta tv nel match giocato contro la Gi Group Monza. Bottino pieno anche per l’Azimut Modena (contro la Bunge Ravenna guidata dall’ex Santi Orduna), per la Sir Safety Perugia (nella sfida con Taiwan Excellence Latina) e per la Calzedonia Verona (in casa della Revivre Milano). Ultimo match della giornata tra Tonno Callipo Calabria Vibo ValentiaDiatec Trentino, vinto al quinto set dai trentini.

Copertina dedicata a Latina che nel match contro Perugia, capolista di questa SuperLega, si aggiudica il premio per la peggiore ricezione, complice anche la buonissima prestazione al servizio degli ospiti: 39% di rice positiva, 26% di rice perfetta e ben tredici errori.

Brutta prova per Milano. Dopo una serie di belle partite, gli uomini di Giani cadono nel tranello di Verona. Forse provati dal lungo weekend, che a Milano è iniziato mercoledì con i festeggiamenti(*) per il santo patrono, la Revivre non entra mai veramente in partita e fa guadagnare il bottino pieno ai veneti: 33% di attacco di squadra per Piano&co.

(*) festeggiamenti dai quali non si è risparmiato sicuramente il social media manager della Calzedonia Verona che su Twitter ha dispensato una valanga di perle che neanche noi al quinto aperitivo.

Tripletta per quanto riguarda il minor numero di muri realizzati. A parti merito con 5 muri Modena (Holt, Urnaut, 3 Mazzone), Monza (Buti, Shoji, Plotnytsky, 2 Finger) e Sora (Caneschi, 2 Mattei, 2 Petkovic).

Alti e bassi all’Eurosuole per Padova. Riesce a portare i campioni d’Italia al tie break ma finendo per perderlo ai vantaggi. Prestazione quasi sufficiente per i padovani. La seconda linea ha visto momenti migliori ma a mancare è stato soprattutto il servizio: 21 errori per soli 4 aces.

Intanto Civitanova si “veste” a festa e ci regala momenti di altissimo livello intellettuale.

Nella giornata di ieri vi abbiamo spoilerato, attraverso i nostri canali social, una bella novità. A domani!

La Sorellanza

Photo Credit: Top Volley Latina

Ravenna-Vibo, wannabe Santiago

Sabato sera siamo state per la prima volta ospiti al Pala De Andrè di Ravenna, che ci ha accolte nella semicupola per la sfida contro la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia di Lorenzo Tubertini. A tal proposito ci teniamo a ringraziare Vincenzo Benini, Marco Bonitta e tutto lo staff della Bunge per la disponibilità, la cortesia e la splendida accoglienza riservataci.

Venendo alla cronaca, apprendiamo subito che Ravenna si trova in emergenza sulla diagonale di posto 4; assenti Marechal e Tiziano Mazzone, Fabio Soli opta per Raffaelli a far compagnia a Poglajen, l’inamovibile diagonale Orduna (anche lui con un problemino a un dito della mano sinistra)-Buchegger, la coppia di centrali DiamantiniVitelli e la mosca Goi libero. Vibo risponde con la formazione tipo: diagonale CoscionePatch, martelli AntonovLecat, in mezzo CostaVerhees e Marra a presidiare la seconda linea.

I calabresi partono con maggiore sprint e tengono testa ai padroni di casa per tutto il primo set, prima di subire la rimonta della Bunge grazie a un turno di battuta di Orduna che riporta il parziale sul punto a punto. Santi che, nella sua distribuzione, si dimentica Raffaelli, forse temendone l’impatto iniziale sulla partita, mentre Coscione al centro fa 100% con Deivid Costa ma non vede Verhees. Sul finale però Vibo tiene, portandosi a casa il set 25-23.

Nel secondo i romagnoli rovesciano la tovaglia e si prendono in mano il punteggio; è su una breve parità iniziale che sale in cattedra Santiago Orduna, forse indispettito dall’eccessiva tolleranza della direzione di gara sulla qualità dei palleggi di qualche fuori ruolo, diciamo così, un tantino avventato, come quello che Antonov sfodera nel mezzo di uno degli scambi più divertenti della partita, scambio condito da un salvataggio di piede di Santi e terminato ignobilmente con una disattenzione della retroguardia ravennate, che lascia cadere un innocuo pallone a metà campo.

Il regista italo argentino, in ogni caso, comincia a crear scompiglio e deliziar la platea a suon di variazioni e riequilibrando salomonicamente la distribuzione sugli esterni, tra i quali emerge Poglajen, che mette la definitiva freccia con un doppio ace sul finale. A nulla serve la contromisura di Tubertini (fuori Lecat per Massari), con l’ex Modena che si presenta sul palco con un attacco out e uno stampo subito a muro.

In tutto questo noi veniamo distratte un attimo dalla mascotte della Bunge che, a metà parziale, sfodera uno striscione – poi riproposto nella foto di gruppo post match – che recita “La Marziania non è reato”. Qualcuno ci illumini, siamo curiose.

Il terzo set sancisce l’asse individuale padrona di questa partita: il già lodato Santiago e Cristian Gabriel Poglajen, che dà concretezza all’attacco e dai nove metri battezza nuovamente la seconda linea di una Vibo sempre più spenta. Il parziale si agita un tantino su un discusso videocheck che attesta il tocco dell’asta da parte del muro Callipo e smentisce la sicurezza dell’occhio nudo umano, che avrebbe giurato sull’impatto precedente della palla. Si scaldano gli animi e ci ghiacciamo noi, che diamo le spalle alle porte spalancate del palazzetto e mai come in questo momento sognamo le proverbiali stufette di Curitiba.

Alla festa si aggiunge un Buchegger sempre bello e concreto, ma ci sentiamo in dovere di dargli un piccolo consiglio: se proprio proprio non vuole usare il gel (il che è un gran peccato, perché il suo compagno di squadra Gutierrez potrebbe suggerirgli 101 modi di scolpire i capelli) sarebbe utile invertire l’ordine dei suoi riti più o meno scaramantici, ovvero: prima pettinarsi, poi pulirsi la suola delle scarpe. Così evita il passaggio intermedio sulla maglia.

Che Vibo sia quasi uscita dal campo lo constatiamo sull’11-9 Ravenna, quarto set. Qui, di fatto, finisce la partita. Un primo break di 4 punti sul servizio di Poglajen, poi un sanguinoso parziale di 4-14 subito dalla Tonno Callipo che porta il bottino pieno alla Bunge e un po’ di gloria a Giacomo Raffaelli che, come uno Zaytsev qualsiasi in una semifinale olimpica, benedice a turno tutti i ricevitori calabresi e mette la ciliegina sulla torta di una prestazione più che dignitosa.

Capitolo MVP: al di là dell’ovvio (il premio è andato a Poglajen, oggettivamente determinante) confermiamo che a Santiago Orduna vogliamo molto bene. Il titolo di migliore in campo ci sarebbe stato anche per lui, per le sue splendide aperture in 1-2 e per la capacità tattica di cambiare in corsa una distribuzione iniziale troppo monocorde. A pelle – e a fatti – la Bunge pare un bel gruppo, capace di sopperire alle assenze e alla partenza diesel con un’ottima gestione corale. Rimandiamo invece la Tonno Callipo a prestazioni più pugnaci sul piano dell’agonismo, che abbiamo visto affievolirsi man mano, e dell’ordine in campo non sempre impeccabile.

La Sorellanza

Photo Credit: Margherita Leone