Tutti gli articoli di La Sorellanza

La Sorellanza è un'associazione che si impegna nel portare all'attenzione mondiale il volley, soprattutto il trash che c'è dietro. CEO: Luca Vettori.

#TBT: diapositive di Superlega 2017/18

Prima di partire con la nuova stagione vi proponiamo alcuni lampi della Superlega 2017/18, giusto per ricordarci da dove veniamo e fino a dove possiamo arrivare.

Modena: scelta di Radostin Stoytchev molto discussa, agli albori della partnership si vedono in giro solo foto di grandi sorrisoni, tutti amici per la vita fino a Natale, momento in cui si rischia già che avanzino due panettoni.

Perugia: per effetto della vintage mania Ivan Zaytsev rilancia la vecchia moda dei trasferelli e si vola tornando tutti bambini.

Milano: Andrea Giani in camicia e pantaloni eleganti che riscalda il libero prima delle partite.
Altro?

Latina: scoppia la polemica sui bagni del palazzetto e sulle casse acustiche, si sarebbe potuta evitare noleggiando il palazzetto a Richard Ginori per il rilancio del brand.
Con furgone Amplifon fuori per un controllo gratuito dell’udito.

Vibo: grossi problemi con le lingue straniere, Pieter Verhees perde una “e” e acquista una “s”. Probabilmente stavano giocando alla Ruota della Fortuna e non avevano soldi per comprare una vocale.

Milano: foto virale di Andrea Giani con il gatto del palazzetto di Busto Arsizio in braccio.
Altro?

Sora: noi diciamo basta al cibo spazzatura e mettiamo un bel furgoncino del fruttivendolo di piazza della repubblica dentro il palazzetto con Fruttina e verdura bio. SimoGian approved.

Trento: girandola di bande e opposti in campo, Accademia della Crusca a gamba tesa in curva.

Verona: Mitar Djuric fuori tutta la stagione. Il loro social media manager MVP indiscusso della stagione.

Civitanova: se avete ancora il biglietto della Supercoppa 2018, non buttatelo: vi servirà come pass gratuito per una visita guidata al museo dei trofei di Osmany Juantorena. Il ricavato sarà devoluto a Beppe Cormio per l’acquisto di un paio di occhiali nuovi.

Ravenna: per stare sempre sul pezzo, con lo stesso biglietto potete accedere anche un corso di balli di gruppo con il ritorno momentaneo nella terra del Mosaico del Maestro Santi Orduna, con tanto di saggio in piazza e annessa sfilata della coppa vinta in Challenge Cup.

Milano: video virale di Andrea Giani che schianta un primo tempo nei 4 metri.
Altro?

Monza: Tanti giovani nuovi, stranieri, con cognomi che sembrano più un codice fiscale. Praticamente l’incubo di Maury.

Castellana Grotte: direttamente dal museo Pompidou, Matteo Paris ripropone le famose opere esposte scolpendo i suoi capelli a ogni partita. Considerato il suo cognome non poteva andare diversamente.

Padova: nonostante il 53 di piede, Gabriele Nelli non fa mai invasione al servizio. Stoico.

Piacenza: anche senza i “vecchi” Samuele Papi e Hristo Zlatanov, il resto della squadra vicino al pensionamento ha battezzato il titolo di MVP vinto dal piccolo Ludovico Giuliani condannandolo a un taglio di capelli da toelettatore pazzo di barboncini.

Modena: a proposito di (Barba e) Capelli.
Amici amici e poi ti rubano la bici.

Buon campionato a tutti.

Antipasto di SuperLega

Questo weekend a Perugia, nel PalaBarton tirato a lucido con una nuova curva mobile (questa volta meccanica, non come la vecchia San Marco che andava smontata a mani nude per far posto a Emma&Gianni) e il taraflex tricolore, è andato in scena il primo trofeo della stagione: la Del Monte Supercoppa. Da quando si è passati alla formula della Final4, è la prima occasione per vedere i nuovi assetti delle quattro squadre che negli ultimi anni si sono giocate i playoff scudetto e l’apertura ufficiale agli sfottò fra le tifoserie.

Schermata 2018-10-09 alle 10.55.32
Dalla pagina Pallavolo Modena

Facciamo una piccola analisi team per team.

Sir Safety Perugia: è stata un po’ la delusione perché veniva dal triplete, giocava in casa e ha fatto il più grosso colpo di mercato, portando Wilfredo Leon nel nostro campionato. Delusione soprattutto per tifosi e presidente. Anche se in due partite ha raccolto solo un set, la partita con Trento è stata, a nostro avviso, quella più bella di tutto il torneo. I problemi maggiori si sono riscontrati nell’assetto in ricezione, ma è normale visto che i ragazzi a causa dei mondiali appena svoltisi, hanno fatto solo pochissimi allenamenti insieme. Luciano è parso subito in palla sia con Ricci che con Galassi, ancora lontana invece l’intesa con Leon: ma, per quel paio di pipe col perfetto timing viste nella finalina, quando arriverà saranno gioie per i Sirmaniaci e dolori per la linea difensiva degli avversari. In compenso il cubano-polacco ha sdoganato un nuovo 127 km/h in battuta: amici, abbiamo visto tante partite live, ma Wilfredo al servizio la prende talmente alta che arriva in faccia con un angolo tale che è quasi impossibile tenerla. Caschi per tutti!

Cucine Lube Civitanova: delle quattro è quella che non ha giocato con la formazione tipo. Con Sokolov ancora fuori dopo l’intervento chirurgico che gli ha fatto saltare anche i mondiali in casa, ha giocato opposto Simon, e Juantorena si è preso un po’ di riposo nella finalina. A nostro avviso però il problema maggiore dei biancorossi è stato Bruno. Lontanissimo dalle prestazioni a cui ci aveva abituato, sta proseguendo il suo momento opaco visto ai mondiali: alzate imprecise, intesa con i compagni in alto mare e poco reattivo in difesa. Che sia proprio questo il motivo che ha spinto la società a cercare D’Hulst a pochi giorni dal via della Superlega? Chissà! Sicuramente il belga ha giocato con una buona qualità. Un altro punto interrogativo è Balaso: lo aspettiamo sulla distanza perché capiamo che è giovane e alla prima esperienza in un grande club, dove non è semplice tirare fuori la personalità con compagni di tale caratura.

Itas Trentino:  la sorpresa più bella di questa Supercoppa! Ha giocato la prima partita a livelli altissimi, con un gioco fluido e un muro-difesa organizzato. Giannelli, assoluto padrone del campo nella sua nuova veste di capitano, ha distribuito il gioco in maniera perfetta. E poi c’è lui, Jenia Grebennikov, che con difese spettacolari ha fatto quasi dimenticare la sobrietà della sua nuova divisa. Sicuramente il suo arrivo a Trento ha dato una boccata d’aria alla seconda linea che nell’ultima stagione aveva sofferto molto, ma resta il problema nelle rotazioni in cui sarà in posto 1, dove Kovacevic, Russell e Van Garderen saranno messi sotto pressione dal servizio avversario: se tengono ci sarà da divertirsi.

Azimut Modena:  ne parlavamo giusto sabato mattina con alcuni addetti ai lavori e tutti eravamo concordi che sarebbe stata Modena quella che avrebbe trovato per prima l’assetto. I meccanismi non sono ancora ben oliati, però si è portata a casa il primo trofeo della stagione grazie a un gioco corale e soprattutto ad un meraviglioso Micah Christenson, premiato giustamente come MVP della manifestazione, che ha dato la sensazione di giocare con questi compagni da una vita ed è stato il vero trascinatore dei gialloblù (ogni riferimento a chi scrive di volley su giornali rosa e blog non è puramente casuale!). Molto bene il giovane polacco Berdnorz, anche se qualcuno dovrà spiegargli che chiedere incitamento ai Sirmaniaci non è una mossa molto astuta.

 

Schermata 2018-10-09 alle 11.14.50
Non di certo Leon la vera rivelazione del weekend, ma il profilo fake @maulocantoni!

 

Archiviato il primo torneo stagionale, inizia la SuperLega e anche quest’anno La Sorellanza al completo sarà con voi per seguirla insieme. Non sarà la stessa cosa, invece, per i nostri amici del FantaVolley, ai quali auguriamo di tornare presto su questi schermi: le percentuali di merda non possono rimanere fini a loro stesse!

Le luci e le ombre di questo Mondiale

Se qualche settimana fa ci avessero detto che la Polonia avrebbe vinto questi mondiali, avremmo riso così forte da sovrastare la musica di questo weekend al Pala Alpitour. Nonostante l’interruzione della musica corrispondesse con lo stacco dei piedi dei giocatori in battuta, abbiamo apprezzato particolarmente la playlist. Ma cosa vuoi farci? Siamo profonde amanti del trash. A chiunque abbia osato lamentarsi di quei due geni dei dj, ricordiamo il tormento dei bongo. Kubiak è corto, la nostra memoria no.
Vorremmo provare ad essere brevi ma la nostra indole non ce lo permette. Andiamo per punti. Sparsi, perchè è impossibile dare un ordine preciso a questi pensieri.

  • La Polonia. La Polonia, LA POLONIA! Sono passati due giorni e ancora facciamo fatica a metabolizzare. Forse perchè la squadra, nonostante fosse campione del mondo in carica, non partiva come una delle favorite del torneo. Forse perchè pensavamo che altre squadre avessero maggior valori tecnici. Forse perchè, semplicemente, c’era Kurek. Ed invece non possiamo che fare ammenda e congratularci con questi giocatori e questo allenatore, Vital Heynen, che hanno chiuso la prima fase come capolista del girone D, hanno vinto la pool nella seconda fase, si sono classificati primi anche in terza fase, hanno battuto in semifinale gli Stati Uniti in una gara bellissima e hanno schiacciato in tre set il Brasile in finale. Direi che non ci sia bisogno di scrivere altro. Ah no! Bartosz Kurek MVP del torneo, KUREK! Colui che quattro anni fa venne silurato in sede di convocazione e vide i compagni alzare la coppa dal divano di casa, per quasi un decennio oggetto misterioso del pianeta volley se ce n’è uno. Impronosticabile.
  • Gazzetta e Federazione. Gli errori sono naturalmente ammissibili, nessuno è perfetto. Anche noi, orfane e seguaci di Andrea Giani, eravamo convinte ci fosse la Germania a questi mondiali. Ma che la testata giornalistica di punta del nostro movimento (non nuova a questo tipo di errori) pubblichi su Instagram i complimenti alla Polonia per la sua seconda Coppa del Mondo consecutiva mettendo la foto della nazionale statunitense (che la finale non l’ha neanche giocata) non è giustificabile. Va detto che probabilmente avrebbero sbagliato pure la foto sulla carta stampata ma, onde evitare errori, hanno deciso di non scrivere neanche una parola sull’edizione del lunedì post-torneo. Nozione di demerito anche alla Federvolley che su Twitter pubblica il video dell’intervista di Bartosz Kurek, MVP del torneo, scambiandolo per Michal Kubiak e, beh, ce ne vuole per confondere i due giocatori.
  • L’organizzazione. Discreta. Se la pensiamo in generale non possiamo che dargli almeno la sufficienza. Abbiamo seguito con entusiasmo questo mondiale a Bari e a Bologna senza rilevare particolari “pecche organizzative”. Ma il vero baratro è stata Torino. Capiamo che non sia sicuramente un evento facile da gestire ma se io dopo finalina, finale ed un discreto numero di birre mi alzo per andare in bagno e torno a premiazione iniziata non mi puoi bloccare e dire che non posso tornare al mio posto perché “l’evento è finito”, altrimenti inizio ad imprecare come Julio Velasco contro la Polonia. Altra insufficienza la diamo alla premiazione. Inguardabile. Non troviamo altre parole. Non abbiamo per nulla apprezzato l’utilizzo della scalinata come se fossimo a “Donna sotto le stelle” al contrario, visto che i giocatori erano costretti a salire le scale per poi essere risucchiati nel retroscena. Ultima cosa (poi giuro cambiamo punto). Programmare la prima partita alle 17 e la seconda alle 21.15 implicava che i presenti stessero all’interno del palazzetto almeno 7 ore. Ma proprio chiusi all’interno. Non era possibile superare il recinto esterno del Pala Alpitour, se uscivi non potevi più rientrare. Quindi oltre ai 130€ di biglietti per semifinali e finali bisognava considerare anche un mezzo mutuo per acqua (2€) e birra (5/6€). #ridimensionatevi
  • L’Italia. Siamo partiti carichi, questo è indiscutibile. Ma alla prima partita importante ci siamo auto-cancellati. Nella prima fase a Firenze l’unico match con un minimo di appeal è stato Italia-Argentina, vinto dalla nostra nazionale ai vantaggi nel quarto set con un ace di Baranowicz. E direi che non dobbiamo aggiungere altro. Nella seconda fase, a Milano, l’Italia è stata accoppiata con Finlandia, Olanda ed una delle favorite per il titolo, la Russia. Non sentiamo il bisogno di sottolineare che quello con i russi era l’unico match rilevante in termini di competitività. La contesa è stata vinta dalla nazionale russa al tie break, ma a carte ferme per l’Italia, in quanto la nostra nazionale era già qualificata per la terza fase mentre i russi avevano bisogno di una vittoria per arrivare a Torino. Ma ora arriviamo al punto dolente, la terza fase appunto. Quando sono stati sorteggiati i due gironcini abbiamo tirato TUTTI un sospiro di sollievo. Serbia e Polonia sulla carta erano le due formazioni con cui l’Italia poteva tranquillamente giocarsela, sicuramente era importante aver evitato Brasile e USA. Ci aspettavamo tutti che l’Italia avrebbe giocato le due partite mercoledì e giovedì perchè, si sa, nei gironi a tre il tutto viene deciso tra la prima e la seconda giornata. Forse è per questo che siamo rimasti un po’ sorpresi quando è uscito il calendario con Italia-Serbia programmata per il mercoledì e Italia-Polonia per il venerdì. Ma il giovedì su Rai2 c’è Pechino Express e allora alziamo le mani. Il match contro la Serbia è stato uno schiaffo in faccia a due mani. 15-25, 20-25, 18-25. E per l’Italia il Mondiale è finito nel preciso istante in cui gli uomini di Grbic hanno messo a terra l’ultimo pallone. Il giorno successivo la Polonia si è imposta sulla Serbia 3-0 con parziali alti in tutti i set ed una prestazione che ha iniziato a far venire qualche dubbio a tutti quelli che deridevano Kurek e compagni fino al giorno prima. Venerdì sera ci siamo messe davanti alla tv col nostro birrozzo ed una sola ed unica missione: l’Italia avrebbe dovuto vincere 3-0 concedendo meno di 59 punti ai polacchi. Gli azzurri hanno perso il primo set 14-25. Fine.
  • Il biscotto e la formula. La questione è più semplice di quanto sembri. Se stai combattendo per il gradino più alto del podio, devi giocare tutte le gare come se fossero la finale. Non devi permettere alle altre formazioni di fare i conti per te. Quando si sbaglia la prima partita fondamentale del torneo non si può gridare al biscotto, come un Earvin Ngapeth qualsiasi a Rio. Riguardo alle accuse di un personaggio ben conosciuto negli ambienti trash che avrebbe rinfacciato ai giocatori serbi di dover portare rispetto alla nazionale italiana, in quanto molti di loro vengono stipendiati da anni dai nostri club, preferiamo non esprimerci perché supera qualsiasi livello di assurdità. La questione sulla formula è altrettanto semplice: fa merda! Speriamo vivamente di non doverci più confrontare con una formula del genere perchè non abbiamo ancora terminato di fare i conti al termine della seconda fase.
  • La Rai. Non è la prima volta che facciamo “polemica” (eh!) riguardo al palinsesto Rai (EH!). Ma questa volta non vogliamo porre l’attenzione sulla scelta di aver mostrato  in diretta il girone di Firenze e quello BOMBA di Bari in differita in nottata, né faremo notare il basso livello del “salottino” condotto da Rolandi e Mastrangelo. Vogliamo utilizzare le ultime righe di questo pezzo per commentare, con parole nostre, le dichiarazioni di quella che purtroppo viene considerata come la prima voce Rai durante la “finalina” USA-Serbia. In sostanza, è stato dichiarato che il pubblico femminile tifasse USA solo per il bel faccino di Matt Anderson. Caro Maurizio, per quanto poco ci stupisca la pochezza di questa dichiarazione, vorremmo solo dire che il bel faccino ha una tecnica ed un’eleganza nei movimenti unica al mondo, e che sempre il bel faccino è stato premiato come miglior opposto del torneo (che è solo l’ultimo dei tanti premi individuali che ha ricevuto nella sua carriera). Che è sbagliato generalizzare, che lo sappiamo che Nelli porta un 53 di piede e che Micah si pronuncia “Maica” e non “Mika”. Quante cose vorremmo dirti, quante.

Questi sono, per noi, i punti salienti di questo Mondiale. Che per noi non è stato un Mondiale come gli altri. E’ stato il primo Mondiale come Sorellanza, il mio Mondiale seguito in maniera così approfondita perché organizzato in Italia (e Bulgaria). Questo ci ha permesso di organizzare trasferte, rivedere amici e conoscere altri appassionati.

Ma il famoso detto dice: morto un torneo se ne fa un altro! Ci risentiamo presto su questi canali per la presentazione della Supercoppa!

La Sorellanza

Photo Credits: @guilhermectx

Mondiali dal divano: la programmazione Rai.

Questo post è dedicato a tutti quelli che seguiranno il nostro mondiale comodamente seduti sul divano di casa.

Di seguito elenchiamo il calendario delle dirette e delle differite in onda su Rai 2 e Rai Sport HD.

Vi linkiamo anche il nostro Google Calendar aggiornato che potete sincronizzare direttamente sui vostri smartphone.

Per la prima fase a gironi l’Italia è inserita nella Pool A (Roma e Firenze) insieme a Argentina, Belgio, Slovenia, Giappone e Repubblica Dominicana.

Tutti i match degli Azzurri saranno trasmessi in diretta su Rai 2 con il commento di Andrea Lucchetta e Maurizio Colantoni.

DOMENICA 9 SETTEMBRE

ITALIA – GIAPPONE ORE 19:30

GIOVEDÌ 13 SETTEMBRE

ITALIA – BELGIO ORE 21:15

SABATO 15 SETTEMBRE

ITALIA – ARGENTINA ORE 21:15

DOMENICA 16 SETTEMBRE

ITALIA – REPUBBLICA DOMINICANA ORE 21:15

MARTEDÌ 18 SETTEMBRE

ITALIA – SLOVENIA ORE 21:15

Sempre per la fase a gironi, la Rai trasmetterà i match della Pool C di Bari e i restanti della Pool A di Firenze in diretta o in differita su Rai Sport HD, con il commento di Marco Fantasia e Claudio Galli. Verranno trasmessi anche alcuni match delle Pool B e D che hanno sede in Bulgaria a Ruse e Varna.

Pool B:  Brasile, Francia, Canada, Paesi Bassi, Cina, Egitto.

Pool C: USA, Russia, Serbia, Australia, Camerun, Tunisia.

Pool D: Bulgaria, Polonia, Iran, Finlandia, Cuba, Porto Rico.

MERCOLEDÌ 12 SETTEMBRE

BELGIO – ARGENTINA ORE 20:30 (DIRETTA)

GIOVEDÌ 13 SETTEMBRE

CUBA – POLONIA ORE 00:15 (DIFFERITA)

USA – SERBIA ORE 11:00 (DIFFERITA)

AUSTRALIA – USA ORE 17 (DIRETTA)

VENERDÌ 14 SETTEMBRE

BRASILE – FRANCIA ORE 00:15 (DIFFERITA)

ARGENTINA – REPUBBLICA DOMINICANA ORE 17:00 (DIRETTA)

GIAPPONE SLOVENIA ORE 20:30 (DIRETTA)

SABATO 15 SETTEMBRE

FINLANDIA – CUBA ORE 00:15 (DIFFERITA)

BELGIO – SLOVENIA ORE 17:00 (DIRETTA)

DOMENICA 16 SETTEMBRE

USA – RUSSIA ORE 00:15 (DIFFERITA)

GIAPPONE – BELGIO ORE 19:00 (DIRETTA)

LUNEDÌ 17 SETTEMBRE

SERBIA – AUSTRALIA ORE 00:15 (DIFFERITA)

RUSSIA – CAMERUN ORE 17:00 (DIRETTA)

MARTEDÌ 18 SETTEMBRE

IRAN – POLONIA ORE 00:15 (DIFFERITA)

CANADA – FRANCIA ORE 19:00 (DIRETTA)

MERCOLEDÌ 19 SETTEMBRE

SERBIA – RUSSIA ORE 00:15 (DIFFERITA)

Sul sito di Marco Fantasia lo trovate in pdf.

È tempo di playoff!

Chiusa la Regular Season con il primo posto della Sir Safety Conad Perugia, iniziano le giostre dei playoff. Tra probabili montagne russe, case stregate, autoscontro e qualche calcinculo alla bisogna, per gara 1 dei quarti di finale scegliamo il Palapanini dove si affrontano Modena e Milano, due che hanno avuto una stagione talmente piena di infortuni da costringere le società ad affittare un ufficio del palazzetto all’INAIL per poter velocizzare le pratiche. Abbiamo scelto questa partita perché è una delle più interessanti fra i vari accoppiamenti e soprattutto per capire se e quanto i giocatori di entrambe le squadre hanno recuperato dagli acciacchi. Siamo qui per vedere se l’Azimut è entrata in clima playoff abbandonando l’atteggiamento tenuto in Superlega con le squadre di “seconda fascia”, abbracciando invece la fisiologia prepotente che l’ha contraddistinta contro le altre big in Regular Season. Siamo qui anche per vedere se la truppa guidata da Giani riuscirà a fare lo sgambetto a una delle Top4, come del resto ci ha abituato con le due nazionali – Slovenia prima, Germania poi – che ha guidato fino a oggi. Siamo qui perché il Palapanini è pur sempre il Tempio del Volley. No, non è vero. Siamo qui perché dove c’è Andrea Giani c’è La Sorellanza.

Lungi dal volervi annoiare con la fredda cronaca, preferendo concentrarci su un’analisi di più ampio respiro, iniziamo con uno spoiler: ha vinto Modena al quinto set (non credete a quello che scrivono alcuni giornali). È stata una partita lunga e strana, con alcune belle giocate a livello tecnico-tattico da entrambe le formazioni, intervallate da cose brutte (facili alzate del libero completamente sbagliate) e altre “divertenti”. A tal proposito segnaliamo Cebulj lisciare completamente un campanile alzato in 4, con la palla che lo prende in testa e va beatamente nel campo avversario e per par condicio Argenta, trovandosi nei pressi di una freeball a filo rete con Holt, schiaccia in testa all’americano, la palla carambola nel campo milanese e Modena si porta a casa uno dei punti più bizzarri della storia recente. Capitolo iinfermeria: Rado finalmente ha tutti gli uomini a disposizione (tranne Daniele Mazzone) anche se nel primo set vediamo distintamente scorrergli un brividino lungo la schiena quando Ngapeth si accascia a terra toccandosi la caviglia sinistra. Per fortuna niente di grave, pronta fasciatura e di nuovo in campo dal secondo set. Nonostante questo la sua squadra stenta a girare, tiene botta il solito Tine Urnaut che si sta dimostrando il più solido e costante del gruppo. Andrea Argenta è ancora “acerbo”, ma ha un gran carattere e il ragazzo sicuramente si farà e ci darà presto soddisfazioni in quel delicato ruolo che è l’opposto. Per i gialloblù, ai grossi problemi a muro, che nei primi due set non perviene, e a una ricezione altalenante e da rivedere, fa da contraltare una battuta con pochi errori (12 in cinque set) e tanta cassa (9 ace).

Anche in casa della Revivre Giani ha recuperato tutti gli infortunati anche se Sbertoli ancora non riesce a sviluppare il gioco a cui ci aveva abituati, tanto da venire sostituito nel secondo set. In verità l’allenatore meneghino ruota molto i suoi giocatori, contando su una rosa con valore più equilibrato rispetto ad altre squadre di Superlega. L’imperfetto timing al centro è sicuramente da sistemare, ma poco male, perché si sa che nel volley spesso sono le palle sbucciate quelle che cadono inesorabilmente a terra. Più costanti a muro rispetto all’avversario, i milanesi devono però cercare di essere più cinici nei finali di set, se vogliono realisticamente pareggiare il conto in gara 2.

Chiudiamo con un po’ di folklore: notiamo che i manicotti Yomo si stanno moltiplicando come fermenti lattici vivi, che Averill durante i time out si scalda murando mulini a vento come un Don Chisciotte qualsiasi – ma lui è Moschettiere e non lo sa – e che, soprattutto, il Palapanini si stringe in un lungo, meraviglioso abbraccio ad Andrea Giani per sostenerlo in questo momento per lui difficile. Abbraccio al quale tutte noi de La Sorellanza ci uniamo.

La Sorellanza

Photo Credits: Modena Volley

Modena Capitale, Perugia Bene o Male, anche.

Non vi voglio ammorbare con numeri e statistiche. Non ha senso per questo tipo di partita. Potrebbero collocarmi faziosamente da una parte come dall’altra, sia nel caso in cui dicessi che Perugia non vince contro Modena da ben 14 partite (contando anche l’amichevole del torneo di Gubbio, che per i Sirmaniaci, credetemi, CONTA), sia se facessi notare che tanto a questo punto dei giochi a Perugia non importa, guarda tutti dall’alto di un primo posto assicurato in Regular Season.
A discapito della mera statistica, conta tutto per chi è in campo e sugli spalti.

Modena viene da uno di quei periodi neri come la pece, in cui una sola catastrofe è l’inizio di un domino alla cui fine c’è Fabio Donadio che si toglie la giacca di Team Manager per rimettersi la divisa del libero. La Modena che il 17 dicembre 2017 aveva sconfitto Perugia tra le file del PalaEvangelisti era carica e diversa, al netto delle catastrofi e degli infortuni.
Per Perugia, invece, quant’è bella questa giovinezza di prospettive. E non è nemmeno vero che del doman non c’è certezza, perchè con due trofei stagionali nella bacheca di Gino Sirci, che non avrà vinto quanto Osmany Juantorena ma ce ne faremo tutti una ragione, forse non la certezza, ma il profumo di un triplete nell’aria si potrebbe cominciare a sentire

Eppure con Modena non riescono a spezzare la maledizione, e anche se per il momento la matematica è dalla loro parte, ci sarà un giorno in cui la matematica lascerà spazio al destino, grato o infame che dir si voglia. Ci sarà un momento in cui il lavoro sporco andrà fatto dalla parte di campo perugina, che nel particolare caso delle scorsa domenica non è riuscita ad approfittare del calo modenese nel secondo e quarto set. Portati al tie break per ballare tutti una splendida “paranza della battuta sbagliata”, e poi subire tantissimo da parte di Holt e Urnaut, MVP di grande merito. Anche i 30 punti di Atanasijević, l’opposto che vorrei se fossi ancora una palleggiatrice e l’opposto che Luciano De Cecco si merita, non sono riusciti a finalizzare il risultato. E nemmeno la spettacolarità di Max Colaci in difesa, Max che ha un viso diverso da quando gioca a Perugia, con la voglia di battere a tappeto quel campo che sprizza da ogni poro. Poco male Zaytsev e Russell, mai decisivi ma neanche indifferenti.
Dalla parte gialloblu un ottimo Bruno in distribuzione e difesa, granitici a muro i centrali Holt e Bossi, di cattiveria il giovane Argenta in posto 2 e un eccezionale Tine Urnaut, costante durante tutto il match. Ngapeth pervenuto come RDS nel Basso Polesine, a tratti.

Non sappiamo, a questo punto quando sarà il momento decisivo fra le due squadre, perchè nel gioco dei playoff o vinci o muori, sappiamo solo che quando arriveremo quel momento e se quel momento sarà una finale la soluzione per Perugia è solo una, per Modena invece 15, 16 o 17.

La Sorellanza

Photo Credits: Modena Volley

PDM – XVII^ giornata

Più puntuali di una ramanzina di Claudio Galli, eccoci pronte con la PDM riguardante la quarta giornata di ritorno della SuperLega UnipolSai.

Assenti di questa giornata la BCC Castellana Grotte e la Diatec Trentino, che giocheranno la loro partita mercoledì 24 al PalaFlorio. Lo stesso impianto che ospiterà la Final 4 di Coppa Italia pochi giorni dopo (argomento sul quale torneremo molto presto).

Doppia doppietta per questa diciasettesima giornata. La Revivre Milano e la Taiwan Excellence Latina, impegnate con le teste di serie di questo campionato, ci regalano questa combo meravigliosa.

Percentuali Di Merda per la ricezione e per il servizio per Milano. La seconda linea milanese mette in saccoccia un discreto 30% di rice positiva, 15% di rice perfetta, 7 errori diretti su 82 palloni totali. Unico ricettore quasi sufficiente: Klemen Cebulj. Dalla linea dei nove metri, invece, i ragazzi di coach Giani regalano un set intero alla Sir Safety Conad Perugia (25 errori diretti) mettendo a segno solamente 5 aces.

I restanti due premi vanno, invece, a Latina. Sottile ci prova ma gli attaccanti a mala pena rasentano il 4 in pagella: 36% di efficienza in attacco, 5 errori diretti, 10 muri subiti su 69 giocate. Male in generale a rete per gli uomini di Di Pinto, solo 3 i muri realizzati.

Ricordiamo a tutti il big match di domenica al PalaTrento: i padroni di casa ospiteranno i campioni d’Italia in diretta tv (Rai Sport, ore 18).

La Sorellanza

Ph Credit: Powervolley Milano