PDM – III^ giornata

La PDM ritorna di gran carriera per analizzare con voi questo interessante turno infrasettimanale (ci stiamo organizzando per il jingle).

Sorpresa a Ravenna dove la Diatec Trentino, ancora senza il grande assente Uros Kovacevic, cade inesorabile sotto una pioggia di piadine e crescioni. Ci fosse stato Earvin Ngapeth, forse, sarebbe andata diversamente.
Conferme da parte di Modena e Perugia, che si mantengono in testa alla classifica in attesa del recupero della partita Civitanova-Ravenna. Bella prestazione di Padova, che finalmente riesce a portarsi a casa la prima vittoria dominando sul campo di Vibo (#DCV), e di Latina, che con la bellezza di 18 muri si aggiudica il tie break a Frosinone.
Illude Milano nel posticipo trasmesso in diretta giovedì sera. Match sempre sul filo dell’equilibrio ma con alcuni black out dei ragazzi di Giani che hanno permesso ad una Lube al 70% di condizione fisica di portarsi a casa tre punti.

Migliora la ricezione rispetto alle prime due giornate, anche se la sufficienza è ancora molto lontana, lontanissima. Soprattutto in casa Diatec. Nella disfatta del Pala De Andrè il trio De Pandis, Lanza e Hoag incassa il 37% di rice positiva, 16% di rice perfetta con 10 errori diretti. Cadorna who?

Migliora in generale anche l’attacco di squadra. Da segnalare il tana libera tutti di Tubertini a Vibo: nove giocatori su tredici e nessuno al di sopra del 50% (41% di squadra).

Nota di demerito per Perugia: per la seconda giornata di fila troviamo la Sir in fondo alla classifica dei muri realizzati (Podrascanin e Anzani), a pari merito con Vibo (Antonov e Verhees).

Il servizio si conferma come ago della bilancia di ogni match. La peggiore in questa giornata è Vibo: 20 errori diretti al servizio ed 1 solo ace.

Vi ricordiamo che la partita Castellana GrotteVerona verrà giocata il 13/12 e, per questo, il Fantavolley ha assegnato dei punteggi di default. Inoltre, con grande dispiacere, segnaliamo il forfait di Mitar Djuric, complice un infortunio che lo terrà out per 12/14 settimane. Auguriamo al nostro chioccone del cuore un buon recupero.

La Sorellanza

Photo Credit: Margherita Leone

Bata, l’eterno ritorno dei vent’anni

Comincio con un’ammissione di colpa: nello sport, come in tutti gli aspetti della vita, sono sempre stata fortissimamente sentimentale, di quelle che si legano morbosamente ai gesti e ai simbolismi.
Per cui lo ammetto: avendo passato i miei vent’anni ormai da un po’, vedere quel numero 14 sulla divisa serba di Aleksandar Atanasijevic mi ha sempre creato qualche problema.

Intendiamoci, non è colpa sua. Lui quel 14, da Sua Maestà Ivan Miljkovic, lo ha ereditato e fortemente voluto, prendendo sempre il gigante di Nis ad esempio e modello, eppure ci vedevo sempre qualcosa di stridente, come se non potessi superare la rassegnazione, la consapevolezza del fatto che Ivan non sarebbe tornato mai (per ovvi motivi anagrafici, ma sono particolari che ai sentimentali non interessano).

Bata, però, è uno di quei personaggi che questo sport lo amano e te lo fanno amare per osmosi. E’ sanguigno, puro, empatico, emozionale, entusiasta, uno che la partita la vive appieno, con sfumature vicine a quelle di un tifoso e lo dico nel senso più positivo del termine. Tifosi con cui stringe un legame viscerale, come a Roma, subito dopo la finale di Champions League persa contro lo Zenit Kazan, quando si diresse verso il settore della Sir per cantare assieme a loro nonostante una sconfitta, invero, quasi scritta in partenza, considerato il valore della corazzata russa. Come a Civitanova una ventina di giorni fa dopo la finale di Supercoppa, il primo trofeo vinto da Perugia, una Perugia mai così “sua” sotto il profilo emozionale prima ancora che prettamente pallavolistico.

L’opposto della Sir viene da un’estate difficile, vissuta nell’inaspettata ombra di Drazen Luburic, preferito a lui da Nikola Grbic per questioni tecniche probabilmente legate a una maggiore duttilità a tutto campo di colui che, almeno fino a giugno, era unanimemente quanto ovviamente considerato la seconda scelta. La Serbia, lo sappiamo, si è portata a casa un bronzo europeo, che poteva essere molto di più se non avesse perso la testa tra quarto e quinto set della semifinale. Ecco, non so come l’abbia presa Bata: per quanto uomo squadra – e su questo mi ci giocherei la casa – stare nel box delle riserve non gli si addice, e credo lo sappia anche lui.

Per questo, forse, pare aver rovesciato tutta la frustrazione estiva in queste prime giornate di Superlega. L’ha presa, ribaltata, trasformata in positivo, utilizzata per redimere la sua estate in ibernazione macinando la sua solita dose di punti e limando i suoi difetti. Domenica scorsa, dopo aver rullato Verona, ha detto ai microfoni della tv umbra che in difesa fa ancora cagare; il francesismo rende ancora l’idea, eppure lui ci prova, a volte a caso, occasionalmente rischiando di decapitare qualche compagno, però con nobili intenzioni, così come a muro resta fallace (fermo restando che gli esterni con un buon posizionamento e piano di rimbalzo nel fondamentale sono al momento pochissimi al mondo), ma con l’impegno di uno che sente di dover perdonare qualcosa a se stesso.

Per tutto questo, per l’estrema ed immediata esigenza di riscattarsi, l’ho preso ad occhi chiusi al Fantavolley.

Bata ha la spontaneità e la spregiudicatezza istintiva di quei vent’anni che, credo, non lo abbandoneranno mai. Nei lineamenti, nel movimento del tutto personale del servizio (con il braccio sinistro che per un attimo sembra voler arginare la foga del destro), in quello splendido mulinello d’attacco in diagonale, nell’ansia perenne da richiesta di videocheck che a tratti lo riempiresti di mazzate.
Uno di quei personaggi necessari, perché con la loro entusiasta irruenza ci tengono ancorati all’aspetto più ludico e puro del gioco, e ci portano a cantare assieme a loro.

Break Point

Photo Credit: Margherita Leone

PDM – II^ giornata

Eccoci di nuovo per la seconda puntata della nostra rubrica di punta: la #PDM. Molti di voi si sono impegnati per capire in cosa consistesse questo acronimo e diversi ci sono andati vicini. Ebbene, si tratta della Percentuale Di Merda.

Alcune di noi, spinte dal fanatismo per statistiche e referti, hanno ben pensato di organizzare questo appuntamento dopo ogni giornata di SuperLega per dare preziose dritte a tutti i fantallenatori. A fine stagione, con una cerimonia degna dell’Academy di Hollywood, eleggeremo il #PDMKing per ogni categoria. Dress code da definire.

Vogliamo iniziare il recap della seconda giornata ringraziandovi di cuore per la partecipazione al nostro contest in collaborazione con il Fantavolley. Abbiamo dato un’occhiata a tutti i team SFS e siete tantissimi! ♥ Complimenti a Marco Saporiti che, con la sua squadra SFS, si porta in testa alla classifica generale nella prima giornata considerata. Vi ricordiamo inoltre che la formazione va schierata dopo OGNI giornata (non rimane salvata come nelle scorse stagioni).

Ma torniamo alle cose semi-serie. La ricezione si conferma il baratro buio e profondo di tutte le squadre di SuperLega. L’unico campo sufficiente è stato quello del PalaFlorio, dove si sono affrontate Castellana Grotte e Latina. Per il resto, se la scorsa giornata è stata una mezza strage, questa ci ha ricordato molto Napoleone a Waterloo (una media di 40% la rice positiva, 20% la perfetta). Segnaliamo la finora regina incontrastata Diatec Trentino: nonostante la vittoria per da tre punti, lascia il campo di Padova con 36% di rice positiva, 17% di rice perfetta e 11 errori diretti, con Hoag che non ha fatto certo rimpiangere le abituali prestazioni di Kovacevic (fuori per infortunio) in seconda linea.

La brutta prova generale si fa sentire anche nelle statistiche di attacco di squadra. Solo in pochi (pochissimi) campi viene raggiunta la sufficienza. Le peggiori Latina (8 errori, 10 muri subiti e 49 punti realizzati su 122 palloni) e Sora (8 errori, 6 muri subiti e 29 punti realizzati su 71 palloni).

Iniziamo a vedere una luce grazie alla classifica dei muri realizzati. Fanalino di coda Perugia con soli 3 muri (Shaw, Anzani e Podrascanin) in un’ora e ventisette minuti nonostante il tentativo di Aaron Russell di spaventare gli avversari con i suoi nuovi baffi.

Grazie ai suoi 24 errori al servizio, Piacenza regala praticamente un set a Vibo.

Infine ci teniamo a ricordarvi che la partita tra Lube e Ravenna non è stata giocata a causa di un malore che ha colpito un tifoso sugli spalti poco prima dell’inizio del match. Rivolgiamo un pensiero ed un abbraccio fortissimo alla famiglia di Giuseppe Costantino.

La Sorellanza

Ps.Ringraziamo Trabalza ed Angelo Lorenzetti per questa meravigliosa foto di copertina.

Letters to Juliet, la SuperLega a Verona

La giornata inizia con le solite imprecazioni causa treni regionali in ritardo che ogni volta rischiano di farti saltare le coincidenze. Fortunatamente il macchinista del treno è un pilota di Formula1 mancato e riesce a recuperare buona parte dei ventisei minuti di ritardo. Espletate le funzioni di rito per chi viene a Verona, ovvero toccare il seno alla statua di Giulietta, mi dirigo verso l’AGSM forum sotto una pioggia torrenziale.

Trasferta bagnata, trasferta fortunata. Per me lo è stata sicuramente, anche e soprattutto grazie all’opportunità e alla disponibilità della BluVolley Verona, che ringrazio nuovamente. Purtroppo per i padroni di casa lo è stata anche per la Sir.

Iniziamo col dire che bisognerebbe rivedere il colore delle maglie da riscaldamento della Calzedonia, vestita di diverse tonalità di giallo che fa molto pièce teatrale di “Cinquanta sfumature di limone” (il colore) patrocinata dal dottor Gibaud, considerata l’elevata percentuale di giocatori veronesi fasciati. Non a caso, Mitar Djuric è ancora fuori per infortunio.

“Cinquanta sfumature di limone”

Verona parte dunque con Spirito-Stern, Pajenk-Birarelli, Maar-Jaeschke, Pesaresi, mentre Lollo Bernardi punta sulla formazione tipo: De Cecco-Atanasijevic, Podrascanin-Anzani, Zaytsev-Russell, Colaci.

Il primo set si apre con un evento eccezionale: una doppia di Luciano. Nonostante questa piccola défaillance, il palleggiatore argentino fa girare bene la sua squadra mettendo in difficoltà i centri di Verona, che si trovano così quasi sempre in ritardo a muro. Dall’altra parte Spirito prova a fare lo stesso, ma la Sir opera una guardia altamente organizzata, toccando quasi tutti i palloni. Molto bene il regista ligure con le pipe, a tratti bravissimo in finta. Talmente bravo che a fine set frega pure Stern.

Il primo parziale si chiude 25-16 per gli umbri; da segnalare l’ottimo ingresso di Shaw, che si presenta con un muro tetto a uno e un attacco di prima intenzione su una palla vagante a filo rete.

All’alba del secondo set pare doveroso soffermarsi su un particolare inquietante: i baffi di Aaron Russell. Probabilmente questo nuovo look influenza la sua percezione delle misure del campo visto che in più occasioni si toglie dalla ricezione valutando erroneamente il servizio avversario, che puntualmente cade in campo. Nonostante il crollo in seconda linea rispetto al primo parziale, Verona pare più organizzata e lotta punto punto, trovandosi anche in vantaggio in più occasioni. Poi però sale in cattedra Atanasijevic (votato MVP dell’incontro) che si carica sulle spalle la Sir e, nonostante un tentativo di sopprimere Colaci andando a difendere una palla a caso, in attacco e soprattutto al servizio (con tre ace consecutivi) ribalta la situazione, portando Perugia avanti di due set con il parziale di 25-21.

Quando per Halloween decidi di travestirti da Taylor Sander olimpico.

Il terzo atto si apre con una novità in casa Verona: Manavi al posto di Maar. Come nel set precedente, Verona tiene bene nella prima metà, soprattutto grazie alla bella intesa tra Spirito e Pajenk. Il cambio in banda per gli scaligeri non porta però i benefici sperati da Nikola Grbic, che sul 14-20 ributta in mischia il canadese sperando di averlo scosso, ma il suo ingresso non fa altro che proseguire il bagno di sangue della ricezione gialloblù. Si fa ormai tardi per raddrizzare la partita, 25-19 Sir e fine dei giochi.

Da segnalare il primo arbitro Goitre che, probabilmente deluso per non aver mai ricevuto richiesta di videocheck da parte di Atanasijevic, decide di fare da sé chiedendo la verifica su un servizio in-out di Spirito.

In una giornata che ha largamente rispettato i valori di forza in campo, vorremmo chiudere rivolgendo un pensiero e un fortissimo abbraccio alla famiglia di Giuseppe Costantino, scomparso ieri per un malore poco prima dell’inizio di Lube Civitanova – Bunge Ravenna.

La Sorellanza

PDM – I^ giornata

Carissimi,

come company policy la Sorellanza ha deciso di commentare nel dettaglio le sole partite che vedrà con i propri occhi. Questo però non significa che non possa analizzare e commentare insieme a voi le statistiche di tutti i match di giornata e, in maniera particolare, di chi si è distinto in esse per aiutare i fantallenatori nella scelta per le prossime giornate.

In questa anonima mattinata di mercoledì lanciamo dunque la prima puntata della nostra nuova rubrica: la PDM. Cos’è? Sta a voi scoprirlo.

Partiamo dal tallone d’Achille che negli ultimi anni ha fatto piangere la maggior parte degli allenatori che si sono accomodati sulle panchine italiche: la ricezione. Sulla quasi totalità dei campi è stata una mezza strage ma l’award di giornata va a Cristian Savani (Taiwan Excellence Latina), fresco di ritorno in Superlega: 23% di positiva, 8% di perfetta.

Veniamo all’attacco di squadra dove segnaliamo un notevole 38% complessivo in casa Kioene Padova: 6 errori, 11 muri subiti e 28 punti realizzati su 74 palloni infiocchettano il cadeau recapitato a Perugia.

Ma per ogni attacco c’è un muro. O meglio, un tentativo di muro. A spiccare tra le quattordici formazioni sono Castellana Grotte e la Bunge Ravenna. I neopromossi della BCC in un’ora e quindici riescono nell’impresa di mettere a segno 2 stampante vincenti (Tzioumakas Georgios e Ferreira Costa Athos), ma sono i romagnoli ad aggiudicarsi il PDM contest per una mera questione di quoziente tempo: stesso numero di fosse, ma in ben due ore e otto minuti (Georgiev Krasimir e Marechal Nicolas).

Concludiamo con il servizio, dove la strage di piccioni la compiono aex-equo la Cucine Lube Civitanova e la Bunge Ravenna con 26 errori. Anche in questo caso risulta determinante il quoziente tempo che “premia” la Lube, regalando più di un set su 4 contro l’1 su 5 della Bunge.

Segnaliamo, infine, l’evidente stato di ubriachezza del sito Legavolley che assegna a Daniele Sottile e Luca Spirito un punteggio individuale di 1.8, che eguaglia la nostra PDM in chimica ai tempi del liceo.

La Sorellanza

Buona la prima

Sir Safety Conad Perugia – Kioene Padova

No, non stiamo parlando dello spettacolo di Ale e Franz anche se nella pallavolo, come nel teatro, si segue un copione studiato tutta la settimana, ma spesso poi ci si ritrova a dover improvvisare. Buona la prima perché Perugia vince al suo esordio in campionato e, soprattutto, perché è la nostra prima tribuna stampa dalla nascita del nuovo blog, grazie alla grande disponibilità della società umbra.

Il pomeriggio si apre con la consegna della Supercoppa al capitano De Cecco e con il conseguente giro d’onore del campo di tutta la squadra, culminato con il presidente Gino Sirci che consegna il trofeo alla curva dei sirmaniaci. Giornata di premi questa prima di Superlega e, dopo aver alzato la coppa vinta dalla propria squadra, i tifosi umbri si vedono consegnare il riconoscimento come tifoseria più corretta della scorsa stagione. Finiti i festeggiamenti è ora di dare la parola al campo. Padova, con Travica ancora infortunato, inizia con Peslac-Nelli, Polo-Volpato, Randazzo-Cirovic, Balaso. La Sir con un solo cambiamento al centro rispetto al sestetto del weekend di Supercoppa: De Cecco-Atanasijevic, Podrascanin-Ricci, Russell-Zaytsev, Colaci.

Iniziamo subito con un problema tecnico: il videocheck funziona, ma sui maxischermi del palazzetto non compare alcuna immagine. Chi sia inciampato nel cavo questa volta non lo sappiamo, forse io mentre mi alzavo per comprare una birra.

Nel primo set ritroviamo la Sir dove l’avevamo lasciata, ovvero, per dirla alla Sirci, con il muro che #RCD, fondamentale che le permette di volare via liscia fino al 25-17, complici anche la battuta – che ha tenuto costantemente sotto pressione la ricezione di Padova – e un De Cecco che porta i suoi a un 100% in attacco su ricezione positiva. Episodio degno di nota l’ingresso di Della Lunga, con Atanasijevic che gli dà il benvenuto togliendo le mani a muro e facendogli rischiare una decapitazione in perfetto stile Charles-Henri Sanson. Il secondo set prosegue sulla stessa linea del primo, con Padova che non riesce mai a mettere in difficoltà la Sir. I padroni di casa volano a un 73% di attacco di squadra (80% con ricezione negativa), da segnalare due stampate a muro di Zaytsev con una posizione perfetta delle mani, probabilmente frutto della sua grande passione per il beach volley che non manca mai di giocare nelle pause dalla stagione indoor. A fine set Bernardi fa tana libera tutti e comincia a effettuare cambi, che ritroveremo nel sestetto di partenza del terzo. A riposare saranno Zaytsev (per Berger) e Podrascanin (dentro Anzani). Il terzo set si fa invero più combattuto, anche se la Sir non dà mai segno di lasciarsi scappare l’avversario, con Atanasijevic (MVP di oggi) in giornata da “so che il campo è quello arancione” e De Cecco che fa ciò che vuole con il muro padovano. La partita si chiude 3-0 in circa un’ora e mezza. Piccola nota a margine: Russell, grazie all’arrivo di Colaci, si trova a coprire una porzione di circa 10 centimetri di campo in ricezione, essendo così molto più libero in fase offensiva.

Cosa ci resta di questa giornata? Sirci che a fine partita sale sul tavolo come un Benigni qualsiasi agli Oscar del 1999, i vassoi di cibo portati dalla zona ospitality (che io avrei voluto impacchettare per Polo), i chilogrammi persi da Luciano probabilmente trasferiti su Siirila e l’ultimo ace di Bata con la palla che muore dopo aver toccato il nastro.

Taiwan Excellence Latina – Calzedonia Verona

Che alla Calzedonia Verona piacesse molto andare al quinto set si era già visto nelle ultime due stagioni. Che giocare a Latina fosse pericoloso e potesse rinverdire il tradizionale abbonamento degli scaligeri al tie-break potevamo aspettarcelo. Ciò a cui non eravamo (forse) del tutto preparati era la resurrezione di Sasha Starovic, novello Lazzaro con una carriera tanto sfortunata quanto al limite del fantozziano per la quantità industriale di infortuni subiti.

Partita dai due volti quella del PalaBianchini: primi due set con Verona sempre avanti e costantemente in controllo, seppur con qualche passaggio a vuoto a permettere timidi tentativi di rientro da parte di Latina. Spirito, non fidandosi ciecamente di Stern (Mitar Djuric è assente per infortunio) e con un primo tempo non ancora sicuro, decide di smistare principalmente in 4 e pipe sfruttando la buona vena dei suoi martelli, in primis Thomas Jaeschke che nella prima ora di gara fa sparire la targa dal campo visivo della Taiwan Excellence. Latina si tiene in piedi grazie a Savani in attacco ma in ricezione sono dolori e dopo lo 0-2 ci prepariamo a raccontare un successo facile della squadra di Nikola GrbicDi Pinto decide allora di giocarsi la carta Starovic, non ancora in perfette condizioni, ma tanto basta per cambiare completamente registro alla partita. Sottile scalda i motori del suo opposto, la seconda linea veneta comincia a imbarcare acqua e Spirito viene richiamato in panchina per riorganizzare le idee dopo diversi minuti di confusione. Due set quasi fotocopia portano i padroni di casa ad impattare il match e a inizio quinto l’inerzia continua ad essere dalla loro parte, fino al 9-4, momento in cui il turno di battuta di Spirito (lo sappiamo: è un gioco di parole di cui, ahinoi, non ci libereremo mai, soprattutto Andrea Lucchetta) mette in totale confusione i ricettori pontini agganciandoli sul 9 pari. Comincia uno schizofrenico punto a punto che porta Latina ad avere quattro matchpoint, prima del break decisivo della Calzedonia sul 17 pari e la chiusura oltremodo cinica dei veneti che alla prima occasione utile incassano la vittoria all’esordio.

Match strepitoso di Thomas Jaeschke che chiude con 26 punti, 55% in attacco, 3 aces e 1 muro. Dall’altra parte top scorer Starovic con 21, mentre per un Savani calato alla distanza fa da contraltare Gabriele Maruotti, 19 punti e un sontuoso 66% di positività.

Il premio Magic English di giornata lo assegniamo a furor di popolo a Vincenzo Di Pinto che, tentando di mettersi in comunicazione intergalattica con Erik Shoji durante un time out, abbozza un “this is… this service is… here… Ok va bene”, preferendo a quel punto esprimersi a gesti.

Accogliamo invece con piacere la più che discreta forma di Cristian Savani di ritorno da anni di Oriente. Bene in attacco, condizione fisica calata un po’ alla distanza, acconciatura impeccabile. In ricezione lo rimandiamo alla prossima.

Azimut Modena – BCC Castellana Grotte

L’autunno a Modena ritorna ad essere troppo giallo. Quando inizia il campionato, la domenica non ce n’è per nessuno, neanche per chi una certa autorità negli anni se la dovrebbe essere guadagnata. Di conseguenza la curva Ghirlandina mantiene la sua promessa e apre le danze con uno striscione dedicato a Radostin Stoychev accompagnato dal sottofondo musicale “La senti questa voce , successo ritornato alla ribalta nell’ultimo periodo.

Dopo la consegna dei premi a Giulio Sabbi e Andrea Argenta, rispettivamente come Miglior realizzatore della scorsa stagione e Miglior giocatore Under 23, si può cominciare. Neo promossa in Superlega, la BCC Castellana Grotte si appresta a giocare la sua prima in un PalaPanini quasi al completo.

La squadra di casa si impone sugli ospiti fin dai primi punti, svelando un’ottima forma di tutti gli attaccanti… su quale sia la vera forma di Earvin Ngapeth poi ci si potrebbe aprire un salotto da Barbara d’Urso. Varia, quindi, la distribuzione di Bruno, che riesce a sfruttare ottimamente sia i suoi schiacciatori che i centrali, portando le percentuali di attacco di Holt e Mazzone sul 63% e 50%. Da segnalare nel terzo set l’entrata di Elia l’ha data a Bossi, che riporta la mente dei modenesi a bei tempi andati, quando tutto era ancora più giallo. MVP Giulio Sabbi: 15 punti, 4 ace di fila nel secondo set, 1 muro e 1 schiena molto importante. Niente può fare la neopromossa, nonostante i tentativi di Paris, che si distingue per qualche buon palleggio servito a Tzioumakas, ma non per essere un nome conosciuto.  Buona la prima anche per Modena quindi, che si porta a casa 3 punti in un’ora e quindici minuti.

La Sorellanza

Benvenuti alla prima

Possiamo darvi finalmente il benvenuto all’interno del blog della Sorellanza.
Questo spazio è (e sarà sempre) un cantiere aperto, in continuo sviluppo di idee tanto virtuose quanto malate. Nel frattempo potete andare a leggere la nostra storia, le presentazioni individuali e i nostri vecchi articoli ai link che troverete sulla destra.
Non dimenticate di inserire la sigla SFS nel nome della vostra squadra al Fantavolley per partecipare al nostro speciale concorso a premi!

Vi ricordiamo anche che domani inizierà la nostra amata Superlega. L’appuntamento su RaiSport è Taiwan Excellence Latina – Calzedonia Verona alle ore 18.00.

La Sorellanza