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Trento-Verona, cronaca postuma del crocevia dell’Adige

Premessa.

Ho sognato Massimiliano Ambesi al commento della Superlega. Illustrava la vittoria per dispersione della Regular Season da parte di Perugia, l’altalenante Trento con i suoi consueti vuoti di sceneggiatura, le alzate a una mano enciclopediche di De Cecco e Giannelli, i 68 punti in due partite di Paul Buchegger con la moto.  La stagione invernale, suo territorio di – enorme – competenza, è praticamente conclusa, questo pezzo è un po’ dedicato a lui. E a chi spera che una telecronaca di alto profilo come la sua diventi consuetudine anche sui lidi della rete alta in mezzo.

Doveva essere lo scontro più aperto dei quarti playoff, lo è stato a tutti gli effetti, al netto della parziale sorpresa di Ravenna vincente in gara 2 contro la dominante Perugia degli ultimi sei mesi (a margine: Ravenna voto 8, per lo spauracchio, perché in Europa è ancora da corsa e per aver giocato un campionato con mezzo reparto bande in infermeria). Una tranquilla settimana in ufficio per le due contendenti, a giocarsi la permanenza in Europa e un’unica sedia in riva all’Adige sulla quale accomodarsi e aspettare lo sportivo (s’intende) cadavere dell’altra passare. Geograficamente controcorrente, ma nel rispetto delle gerarchie, su quella sedia ci si è seduta la Diatec.

La differenza di valori tra le due era sottile come il distacco che le divideva a fine Regular Season: Verona è partita a passo incerto nelle prime settimane, prima di trovare la continuità propria della perfetta quinta forza del campionato quale di fatto è stata, Trento è stata pervasa per tutta la stagione da una coltre di sufficienza e mediocrità spazzata via da sporadici lampi, che comunque non le hanno permesso di avvicinare nemmeno lontanamente il livello di Lube e – soprattutto – Perugia. Se il secondo posto dello scorso anno fu tutto sommato sorprendente (anche per il livello di gioco mostrato contro le dirette avversarie), il quarto di questa stagione suona male più per il modo in cui è arrivato che per la posizione in sé. I numeri non dicono tutto, ma se in sei scontri diretti con le prime due del lotto tra campionato, Supercoppa e Coppa Italia lo score recita zero punti e 2 set vinti contro 18 persi, una riflessione sull’oggettivo divario è spontanea.

Posto che di Vettori si è già detto, nonostante il nostro pare abbia dato timidi quanto altalenanti segnali di risveglio (con il tangibile contributo del Giannelli irreale di gara 3, ligio nel lavorarsi per un’ora buona l’attenzione del muro di Verona nell’ottica di aprire varchi più comodi al suo opposto), sposterei l’attenzione su quello che resta il pesante tallone d’Achille di Lorenzetti, ovvero la sua seconda linea.

Che De Pandis non potesse replicare le percentuali di Molfetta era scontato (il peso della posta in palio quest’anno è appena più alto, con tutto ciò che ne consegue, e non so quanto l’alternanza con Chiappa lo abbia oggettivamente aiutato), che Lanza e quel miracolo di traiettorie che è Uros Kovacević avessero qualche problemino di tenuta, anche. Nel mio piccolo, più che sulle preventivabili percentuali sporche qualche perplessità ce l’ho sulla mancanza di leadership quando si parla di bagher in campo trentino, sia esso ricettivo o difensivo (altra fase, la difesa, in cui si sono viste brutture difficilmente accettabili in una squadra di vertice). Magari a qualcuno che abita da qualche mese a Perugia fischiano le orecchie, magari di passato non si vive e le scelte umane servono per tirare fuori ciò che si era perso nella mancanza di stimoli; di fatto, qualche ingranaggio dietro la linea Maginot dei tre metri non funziona del tutto. Aggiungiamoci il fatto che Giannelli per girarsi il campo si è comprato un Ciao, e che lui e i centrali hanno cominciato a piacersi da poco, il sovraccarico sulle bande – Kovacevic in primis – e la troppa prevedibilità della trama di gioco sono state conseguenze inevitabili.

Dall’altra parte la Calzedonia Verona aveva una nuova possibilità per uscire dal pantano dei quarti di finale, traguardo già raggiunto più volte ma mai superato in Superlega: battuta sul filo di lana da Perugia nel 2016, evaporata dopo una splendida gara 1 a Modena lo scorso anno. Gli scaligeri in un fazzoletto di giorni a ritmi folli si sono giocati un intero anno da “vorrei ma non (so se) posso“.

verona

Quinta e appagata? Conoscendo il background di Nikola Grbić e lo strazio sfogato verso i suoi durante i time out si direbbe di no, ma la sensazione latente che lascia questa squadra è quella di chi si accontenta ma non osa di più.

Eppure l’occasione per scollinare l’ostacolo c’era, con un’avversaria piena di crepe tecnico-tattiche e con frequenti sparizioni di lucidità. L’asse sloveno Pajenk-Stern è stato il fulcro attorno al quale hanno girato un Luca Spirito sempre più adulto e consapevole nelle scelte, la sorprendente manualità di Manavi e la completezza tipicamente americana di Jaeschke. Dovessi scegliere, spenderei due parole in più per Toncek Stern: acquistato come ombra di Djuric e catapultato in campo a causa dell’infortunio del greco bosniaco, da quel campo probabilmente non ci sarebbe uscito nemmeno in caso di pieno recupero del titolare di posto 2. Insomma, butta giù una media di 20 palloni a partita, serve come un indemoniato, non balla la macarena come gran parte degli esterni a muro e risponde presente in copertura. Per farla breve, l’opposto ideale di Nikola Grbic. Sicuri di volere Boyer, eh?

Potenziale occasione, dicevamo. A una gara 1 straordinaria per qualità e incertezza del risultato, e che Trento ha fatto sua nel rush finale dopo aver rischiato la rimonta, ha fatto da contraltare una seconda sfida di puri nervi, con entrambe provenienti da risultati pessimi in Europa e consapevoli di dover vivere una settimana spalle al muro. L’ha spuntata Verona, aggrappandosi all’ultima porta rimasta aperta.

La Diatec, quella porta, l’ha poi chiusa sei giorni dopo, con una dimostrazione di autorità finora sconosciuta in stagione, dando l’illusione alla Calzedonia di poter rientrare in gara in un piccolo frangente di secondo set per poi affossarla definitivamente nel terzo.

Semi playoff sfumata, rimonta in Cev Cup mancata, Verona riparte dal purgatorio dei playoff per un posto in Challenge Cup. Non esattamente comodo come starsene su quella sedia in riva all’Adige.

Photo Credit: Bonalorephotos

PDM – XI^ giornata

Undicesima settimana di SuperLega UnipolSai e undicesimo appuntamento con la PDM.

Weekend iniziato venerdì sera col big match tra BCC Castellana Grotte e la Biosì Indexa Sora, terminato con la vittoria al tie break per gli ospiti. Sabato anticipo ad orario aperitivo per la Cucine Lube Civitanova e la Kioene Padova, altro tie break (questa volta con vittoria dei padroni di casa). Mentre domenica si sono giocati gli altri match. La Wixo LPR Piacenza riesce a portarsi a casa i tre punti pieni in diretta tv nel match giocato contro la Gi Group Monza. Bottino pieno anche per l’Azimut Modena (contro la Bunge Ravenna guidata dall’ex Santi Orduna), per la Sir Safety Perugia (nella sfida con Taiwan Excellence Latina) e per la Calzedonia Verona (in casa della Revivre Milano). Ultimo match della giornata tra Tonno Callipo Calabria Vibo ValentiaDiatec Trentino, vinto al quinto set dai trentini.

Copertina dedicata a Latina che nel match contro Perugia, capolista di questa SuperLega, si aggiudica il premio per la peggiore ricezione, complice anche la buonissima prestazione al servizio degli ospiti: 39% di rice positiva, 26% di rice perfetta e ben tredici errori.

Brutta prova per Milano. Dopo una serie di belle partite, gli uomini di Giani cadono nel tranello di Verona. Forse provati dal lungo weekend, che a Milano è iniziato mercoledì con i festeggiamenti(*) per il santo patrono, la Revivre non entra mai veramente in partita e fa guadagnare il bottino pieno ai veneti: 33% di attacco di squadra per Piano&co.

(*) festeggiamenti dai quali non si è risparmiato sicuramente il social media manager della Calzedonia Verona che su Twitter ha dispensato una valanga di perle che neanche noi al quinto aperitivo.

Tripletta per quanto riguarda il minor numero di muri realizzati. A parti merito con 5 muri Modena (Holt, Urnaut, 3 Mazzone), Monza (Buti, Shoji, Plotnytsky, 2 Finger) e Sora (Caneschi, 2 Mattei, 2 Petkovic).

Alti e bassi all’Eurosuole per Padova. Riesce a portare i campioni d’Italia al tie break ma finendo per perderlo ai vantaggi. Prestazione quasi sufficiente per i padovani. La seconda linea ha visto momenti migliori ma a mancare è stato soprattutto il servizio: 21 errori per soli 4 aces.

Intanto Civitanova si “veste” a festa e ci regala momenti di altissimo livello intellettuale.

Nella giornata di ieri vi abbiamo spoilerato, attraverso i nostri canali social, una bella novità. A domani!

La Sorellanza

Photo Credit: Top Volley Latina

PDM – V^ e VI^ giornata

Volevo iniziare questa doppia rubrica scusandomi per la mancata pubblicazione delle PDM della scorsa giornata. Giocare ogni tre/quattro giorni non ha aiutato a combinare la nostra passione con gli appuntamenti quotidiani della vita. Solo per questa occasione (si spera) faremo un riassunto veloce della quinta giornata per metterci in pari:

  • In questa stagione mai nessuno ha fatto peggio della Gi Group Monza, impegnata nel difficile match al PalaEvangelisti. Grazie anche ad un’ottima Sir Safety Conad Perugia, che al servizio mette a segno 12 aces con 10 errori, crolla la ricezione di Monza: 20% di positiva, 11 di perfetta e 12 errori diretti.
  • Con 20 attacchi realizzati su 63 palloni giocati, gli uomini di Falasca chiudono una partita da dimenticare in fretta con un 32% di attacco di squadra. Neeeeeext!
  • La Biosì Indexa Sora si conferma specialista del fondamentale ma migliora rispetto alla scorsa giornata. In un’ora e 17 minuti di gioco riesce a mettere a segno BEN 2 muri vincenti (Nielsen Rasmus Breuning e Mattia Rosso).
  • Giornata che termina con tre pari meriti al servizio: la Diatec Trentino e la Taiwan Excellence Latina segnano 20 errori e 3 soli aces, mentre la Biosì Indexa Sora 16 errori e un solo aces.

Ora passiamo ad analizzare con più calma la sesta giornata di campionato. Ancora una sconfitta per la Diatec Trentino che sprofonda in classifica generale e appare sempre più in crisi. Però una nota positiva c’è: finalmente si rivede in campo Uros Kovacevic. Ottima la prova della Calzedonia Verona al PalaTrento. Big match al PalaPanini, concluso con la sesta vittoria di fila della Cucine Lube Civitanova sull’Azimut Modena. C’è chi dice che non vede l’ora di vedere la prossima e chi non ne poteva già più dopo le semifinali Scudetto dell’anno scorso. In ogni caso, la sfida si ripeterà sabato 28 gennaio in occasione delle semifinali di Coppa Italia. Sede ancora ignota. La Sir Safety Conad Perugia si conferma capolista nonostante il turnover effettuato sul campo di Sora. Un’altra bella conferma è la Bunge Ravenna, che vince il match contro la Kioene Padova e si piazza terza in classifica generale con una partita in meno. Si riprende la Gi Group Monza dopo la batosta al PalaEvangelisti e vince 3-0 sulla BCC Castellana Grotte. Successo anche per la LPR Piacenza sulla Revivre Milano (3-1 e 40.8 di Abdel-Aziz al Fantavolley) e per la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia sulla Taiwan Excellence Latina (3-2).

Interessante la sfida al Pala Banca di Piacenza per la PDM in ricezione. Da una lato LPR con il 39% di ricezione positiva, 23% di perfetta ed 11 errori diretti. Dall’altra la Revivre col 37% di ricezione positiva, il 16% di perfetta e 8 errori diretti. Dopo un’attenta analisi e una votazione democratica abbiamo deciso di consegnare il premio di giornata a Milano, con l’unico scopo di poter usare quel tocco di manzo di Andrea Giani come  immagine di copertina.

Alti e bassi in casa della Kioene Padova che ripete, questa volta contro la Bunge Ravenna, la percentuale di attacco di squadra già incassata durante la prima giornata di campionato a Perugia: 38% complessivo, 36 punti realizzati su 95 palloni giocati, 14 errori diretti e 10 muri subiti.

Ancora una volta monster block vince la Biosì Indexa Sora. In poco meno di due ore, ben 5 muri vincenti (Caneschi, Fey, Rosso, Seganov e Petkovic). In crescita.

Mentre la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia ci confeziona, con un enorme nastro giallo rosso, un bellissimo regalo: 30 errori al servizio in un solo match. Abbiamo letto e riletto il tabellino e continuano ad essere 30, quindi non ci resta che inchinarci. Imperiali.

Serie discreta di NB:

  • Confermato il risultato della sfida Monza-Vibo Valentia del 29 ottobre dopo l’istanza dei lombardi (1-3);
  • Strano calendario per quanto riguarda la settima giornata di SuperLega. Si inizia mercoledì 8 con l’anticipo Castellana-Piacenza e si conclude mercoledì 15 col big match Perugia-Trento. Su Rai Sport saranno trasmesse in diretta Milano-Vibo venerdì 10 alle ore 20.30 con Marco Fantasia e Claudio Galli e Verona-Ravenna domenica 12 alle ore 18.
  • Inizia la Champions League. Questa settimana la Sir Colussi Sicoma Perugia sarà impegnata col terzo turno della competizione europea: mercoledì 8 alle ore 17 in Bielorussia contro lo/la Shakhtior Soligorsk e domenica 12 alle ore 18 il ritorno al PalaEvangelisti (partite trasmesse da Fox Sports).

La Sorellanza

Photo Credit: PowervolleyMilano

Buona la prima

Sir Safety Conad Perugia – Kioene Padova

No, non stiamo parlando dello spettacolo di Ale e Franz anche se nella pallavolo, come nel teatro, si segue un copione studiato tutta la settimana, ma spesso poi ci si ritrova a dover improvvisare. Buona la prima perché Perugia vince al suo esordio in campionato e, soprattutto, perché è la nostra prima tribuna stampa dalla nascita del nuovo blog, grazie alla grande disponibilità della società umbra.

Il pomeriggio si apre con la consegna della Supercoppa al capitano De Cecco e con il conseguente giro d’onore del campo di tutta la squadra, culminato con il presidente Gino Sirci che consegna il trofeo alla curva dei sirmaniaci. Giornata di premi questa prima di Superlega e, dopo aver alzato la coppa vinta dalla propria squadra, i tifosi umbri si vedono consegnare il riconoscimento come tifoseria più corretta della scorsa stagione. Finiti i festeggiamenti è ora di dare la parola al campo. Padova, con Travica ancora infortunato, inizia con Peslac-Nelli, Polo-Volpato, Randazzo-Cirovic, Balaso. La Sir con un solo cambiamento al centro rispetto al sestetto del weekend di Supercoppa: De Cecco-Atanasijevic, Podrascanin-Ricci, Russell-Zaytsev, Colaci.

Iniziamo subito con un problema tecnico: il videocheck funziona, ma sui maxischermi del palazzetto non compare alcuna immagine. Chi sia inciampato nel cavo questa volta non lo sappiamo, forse io mentre mi alzavo per comprare una birra.

Nel primo set ritroviamo la Sir dove l’avevamo lasciata, ovvero, per dirla alla Sirci, con il muro che #RCD, fondamentale che le permette di volare via liscia fino al 25-17, complici anche la battuta – che ha tenuto costantemente sotto pressione la ricezione di Padova – e un De Cecco che porta i suoi a un 100% in attacco su ricezione positiva. Episodio degno di nota l’ingresso di Della Lunga, con Atanasijevic che gli dà il benvenuto togliendo le mani a muro e facendogli rischiare una decapitazione in perfetto stile Charles-Henri Sanson. Il secondo set prosegue sulla stessa linea del primo, con Padova che non riesce mai a mettere in difficoltà la Sir. I padroni di casa volano a un 73% di attacco di squadra (80% con ricezione negativa), da segnalare due stampate a muro di Zaytsev con una posizione perfetta delle mani, probabilmente frutto della sua grande passione per il beach volley che non manca mai di giocare nelle pause dalla stagione indoor. A fine set Bernardi fa tana libera tutti e comincia a effettuare cambi, che ritroveremo nel sestetto di partenza del terzo. A riposare saranno Zaytsev (per Berger) e Podrascanin (dentro Anzani). Il terzo set si fa invero più combattuto, anche se la Sir non dà mai segno di lasciarsi scappare l’avversario, con Atanasijevic (MVP di oggi) in giornata da “so che il campo è quello arancione” e De Cecco che fa ciò che vuole con il muro padovano. La partita si chiude 3-0 in circa un’ora e mezza. Piccola nota a margine: Russell, grazie all’arrivo di Colaci, si trova a coprire una porzione di circa 10 centimetri di campo in ricezione, essendo così molto più libero in fase offensiva.

Cosa ci resta di questa giornata? Sirci che a fine partita sale sul tavolo come un Benigni qualsiasi agli Oscar del 1999, i vassoi di cibo portati dalla zona ospitality (che io avrei voluto impacchettare per Polo), i chilogrammi persi da Luciano probabilmente trasferiti su Siirila e l’ultimo ace di Bata con la palla che muore dopo aver toccato il nastro.

Taiwan Excellence Latina – Calzedonia Verona

Che alla Calzedonia Verona piacesse molto andare al quinto set si era già visto nelle ultime due stagioni. Che giocare a Latina fosse pericoloso e potesse rinverdire il tradizionale abbonamento degli scaligeri al tie-break potevamo aspettarcelo. Ciò a cui non eravamo (forse) del tutto preparati era la resurrezione di Sasha Starovic, novello Lazzaro con una carriera tanto sfortunata quanto al limite del fantozziano per la quantità industriale di infortuni subiti.

Partita dai due volti quella del PalaBianchini: primi due set con Verona sempre avanti e costantemente in controllo, seppur con qualche passaggio a vuoto a permettere timidi tentativi di rientro da parte di Latina. Spirito, non fidandosi ciecamente di Stern (Mitar Djuric è assente per infortunio) e con un primo tempo non ancora sicuro, decide di smistare principalmente in 4 e pipe sfruttando la buona vena dei suoi martelli, in primis Thomas Jaeschke che nella prima ora di gara fa sparire la targa dal campo visivo della Taiwan Excellence. Latina si tiene in piedi grazie a Savani in attacco ma in ricezione sono dolori e dopo lo 0-2 ci prepariamo a raccontare un successo facile della squadra di Nikola GrbicDi Pinto decide allora di giocarsi la carta Starovic, non ancora in perfette condizioni, ma tanto basta per cambiare completamente registro alla partita. Sottile scalda i motori del suo opposto, la seconda linea veneta comincia a imbarcare acqua e Spirito viene richiamato in panchina per riorganizzare le idee dopo diversi minuti di confusione. Due set quasi fotocopia portano i padroni di casa ad impattare il match e a inizio quinto l’inerzia continua ad essere dalla loro parte, fino al 9-4, momento in cui il turno di battuta di Spirito (lo sappiamo: è un gioco di parole di cui, ahinoi, non ci libereremo mai, soprattutto Andrea Lucchetta) mette in totale confusione i ricettori pontini agganciandoli sul 9 pari. Comincia uno schizofrenico punto a punto che porta Latina ad avere quattro matchpoint, prima del break decisivo della Calzedonia sul 17 pari e la chiusura oltremodo cinica dei veneti che alla prima occasione utile incassano la vittoria all’esordio.

Match strepitoso di Thomas Jaeschke che chiude con 26 punti, 55% in attacco, 3 aces e 1 muro. Dall’altra parte top scorer Starovic con 21, mentre per un Savani calato alla distanza fa da contraltare Gabriele Maruotti, 19 punti e un sontuoso 66% di positività.

Il premio Magic English di giornata lo assegniamo a furor di popolo a Vincenzo Di Pinto che, tentando di mettersi in comunicazione intergalattica con Erik Shoji durante un time out, abbozza un “this is… this service is… here… Ok va bene”, preferendo a quel punto esprimersi a gesti.

Accogliamo invece con piacere la più che discreta forma di Cristian Savani di ritorno da anni di Oriente. Bene in attacco, condizione fisica calata un po’ alla distanza, acconciatura impeccabile. In ricezione lo rimandiamo alla prossima.

Azimut Modena – BCC Castellana Grotte

L’autunno a Modena ritorna ad essere troppo giallo. Quando inizia il campionato, la domenica non ce n’è per nessuno, neanche per chi una certa autorità negli anni se la dovrebbe essere guadagnata. Di conseguenza la curva Ghirlandina mantiene la sua promessa e apre le danze con uno striscione dedicato a Radostin Stoychev accompagnato dal sottofondo musicale “La senti questa voce , successo ritornato alla ribalta nell’ultimo periodo.

Dopo la consegna dei premi a Giulio Sabbi e Andrea Argenta, rispettivamente come Miglior realizzatore della scorsa stagione e Miglior giocatore Under 23, si può cominciare. Neo promossa in Superlega, la BCC Castellana Grotte si appresta a giocare la sua prima in un PalaPanini quasi al completo.

La squadra di casa si impone sugli ospiti fin dai primi punti, svelando un’ottima forma di tutti gli attaccanti… su quale sia la vera forma di Earvin Ngapeth poi ci si potrebbe aprire un salotto da Barbara d’Urso. Varia, quindi, la distribuzione di Bruno, che riesce a sfruttare ottimamente sia i suoi schiacciatori che i centrali, portando le percentuali di attacco di Holt e Mazzone sul 63% e 50%. Da segnalare nel terzo set l’entrata di Elia l’ha data a Bossi, che riporta la mente dei modenesi a bei tempi andati, quando tutto era ancora più giallo. MVP Giulio Sabbi: 15 punti, 4 ace di fila nel secondo set, 1 muro e 1 schiena molto importante. Niente può fare la neopromossa, nonostante i tentativi di Paris, che si distingue per qualche buon palleggio servito a Tzioumakas, ma non per essere un nome conosciuto.  Buona la prima anche per Modena quindi, che si porta a casa 3 punti in un’ora e quindici minuti.

La Sorellanza