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#TribunaStampa: Siena-Trento

Scartati i regali e terminata la serie infinita di pranzi e cene, si torna in campo, noi sicuramente rotolando, loro per fortuna sempre in forma, visto che in pratica non hanno avuto un attimo di pausa.

Archiviato il girone di andata che ha visto Perugia laurearsi campione d’inverno, ripartiamo dunque da Siena dove Babbo Natale porta Trento, che fino ad ora ha mostrato il gioco migliore di tutta la Superlega e che viene da una partita bellissima contro Monza dove, trascinati dal capitano Simone Giannelli, ha ribaltato una situazione che la vedeva sotto 2 set a 1 giocando un quarto set da record di durata (57 minuti!) senza mollare mai.
L’Emma Villas, dal canto suo, esce da un periodo tormentato, culminato con l’esonero di Cichello e l’arrivo in panchina di Zanini, giocatori che vanno (Fedrizzi a Spoleto) e vengono (Savani da Verona); insomma, non li posso lasciare soli per una partita casalinga che scoppia un casino. Vorrei aprire una piccola parentesi su Savani vs Siena: prima sì, poi no, poi no con sclerata a fine partita, vinta con la maglia gialloblu, verso lo staff senese e infine sì con post social di addio ai compagni di Verona che rispondono quasi in lacrime. Ora, messa così sembra un copione da telenovela sudamericana e qua ci vorrebbe Grecia Colmenares, ma io sono Simona Bernardini quindi faccio spallucce, scuoto la testa, sorrido e vado avanti.

Squadre in campo con i 6+1 titolari: Itas Trentino con Giannelli-Vettori, Kovacevic-Russell, Lisinac-Candellaro e Grebennikov. Emma Villas risponde con Marouf-Hernandez, Ishikawa-Maruotti, Gladyr-Spadavecchia e Giovi. Savani non è ancora a disposizione di coach Zanini.

La partita inizia ed è subito una bellissima lotta di talento tra i due palleggiatori, con Giannelli che finta il primo tempo smarcando Vettori e Marouf a una mano dietro per il suo opposto. Lisinac intanto apre le frontiere a un nuovo schema in veloce, talmente veloce che toglie la palla a Giannelli prima che la possa palleggiare. Per adesso non ha portato punti, ma ci stanno lavorando. Il primo set se lo aggiudica la squadra di casa per 25-21, Siena molto più incisiva al servizio e meglio organizzata dei trentini in difesa e contrattacco, dove le scelte di Marouf si concentrano su Yuki in pipe e Nando che non deludono.

L’inizio del secondo set è caratterizzato da tanti, troppi errori al servizio e pensate, ho visto anche Grebennikov sbagliare un’alzata in bagher, cosa che ha sconvolto pure Hernandez che, disorientato, ha invaso. La partita si anima dal 9-12 quando, dopo uno scambio lunghissimo, Lisinac pianta un chiodo nei 3 metri. I ragazzi di Lorenzetti sembrano aver trovato fluidità nel loro gioco, trascinati da Uros Kovacevic che prima aggancia a muro un tentativo di pallonetto di Ishikawa, poi mette giù palloni con estrema facilità (anche se insiste con quel palleggio in attacco che Claudio Galli fai qualcosa, ti prego).

L’Itas chiude così il parziale 25-17.

Nel terzo set Trento riparte con le sue consuete trame e ottiene subito un vantaggio di 4 punti, che andrà ad aumentare nel corso del parziale. Gli uomini di Zanini sembrano scollegati, con grossi problemi a muro che costringono il coach a provare un cambio al centro buttando dentro Cortesia (classe ‘99) per Spadavecchia. Muro che invece funziona alla perfezione per l’Itas che chiude il set 25-17.

Nel quarto parziale Zanini conferma Cortesia in campo, ma Siena è ancora scarica: se nei primi due set gli scambi lunghi li chiudeva a proprio favore, ora fioccano gli errori gratuiti e grossolani. A manifesto di tutto ciò segnalo Gabriele Maruotti che spara fuori con muro a zero.

Il problema principale è che Trento da metà del secondo set ha preso le misure al gioco di Marouf, organizzando alla perfezione il proprio muro-difesa. Sul 9-16 Zanini prova a scuotere i suoi sostituendo proprio il palleggio iraniano, ma il giovane e altissimo Giraudo può fare veramente poco per scuotere i suoi compagni. Rientrato Marouf, la partita è ormai avviata all’ovvia conclusione. 25-16 per gli ospiti e tutti negli spogliatoi.

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Zanini dovrà lavorare molto sulla tenuta mentale di questo gruppo che parte sempre benissimo (perché i mezzi ce li ha, eccome), ma si scarica alle prime difficoltà; un uomo carismatico come Savani potrebbe essere la chiave di volta e fare bene anzitutto allo spogliatoio.

Piccola nota personale a margine: è veramente complicato seguire una partita con Uros in campo: cattura la tua attenzione con la sua mimica da cartone animato e ti trovi spesso distratta e col sorriso.
E pure con una pallonata in pieno petto, tacci vostri a sbaglià le battute.

Simona Bernardini

#TRIBUNA STAMPA: SIENA – CASTELLANA

Ebbene sì, a volte ritornano e in questo caso per vari motivi.
In primis perché Siena ha riportato il massimo campionato di pallavolo nella mia regione, quindi un po’ ci sono affezionata; aggiungiamoci l’ambiente informale e tutto lo staff molto disponibile, infine perché oggi c’è una sfida che sa tanto di anticipo dei futuri play-out proprio fra le due squadre neo promosse nella massima serie (altra grande novità di quest’anno, il ritorno della retrocessione). Il mio prossimo obiettivo sarà quello di convincere gli amici che gestiscono il palazzetto a riscaldare l’ambiente, diversamente potrei suggerire al reparto marketing di sfruttare questa temperatura, che previene la formazione delle rughe, come incentivo per far aumentare gli spettatori alle partite.

L’Emma Villas torna in campo dopo due settimane dalla prima vittoria in Superlega (ricordiamo a tutti che la partita contro la Lube, che si sarebbe dovuta disputare domenica 25 novembre, è stata giocata mercoledì 14 per permettere ai marchigiani di partecipare al mondiale per club in Polonia) e forse questa sosta “forzata” non è capitata nel momento migliore, visto che va un po’ a spezzare l’entusiasmo, specie se ci aggiungiamo le voci insistenti che danno Radostin Stoytchev sulla panchina toscana al posto di un Cichello che pare essere sul filo dell’esonero: dopo la partita persa contro Verona al tie-break, infatti, il clima al Palaestra si fa ancora più pesante (freddo, in senso letterale, lo è già).

La BCC Castellana Grotte si presenta a questo match con una partita in meno e in cerca della prima vittoria in Superlega, finora in difficoltà in trasferta, ma fra le mura casalinghe più incisiva dove è riuscita a trascinare al quinto set sia Modena che Trento. Ha (ri)portato finalmente in Italia Marco Falaschi, che si affida molto al suo opposto Renan Buiatti e può contare sull’esperienza e la solidità di Zingel al centro. E’ anche una partita ricca di emozioni per Paolo Tofoli, che ritorna a Siena da ex e che proprio sulla panchina della squadra toscana ha ottenuto il suo primo successo da allenatore vincendo la coppa Italia di A2.

Emma Villas in campo con il 6+1 titolare, per la BCC Castellana Grotte fuori De Togni (che era in forte dubbio già dalla vigilia) e dentro Scopelliti. Il primo set è una girandola di emozioni, si va punto a punto fino ai vantaggi con i padroni di casa più organizzati in difesa e con un muro più incisivo rispetto ai pugliesi. Alla fine la spuntano i toscani per 30-28. Nel secondo set gli ospiti provano a scappare via dall’inizio, ma vengono ripresi subito. I ragazzi di Tofoli pagano l’eccessiva fallosità in tutti i fondamentali: attacchi fuori, ricezione che traballa, poco reattivi in difesa e battute poco efficaci. Siena mette la freccia e accelera e, nonostante un tentativo di aggancio di Castellana sul finale di set, si aggiudica anche il secondo parziale per 25-23. Anche nel terzo set i pugliesi partono in vantaggio portandosi sul +5 e questa volta, complice una Siena un po’ distratta che tiene botta solo con i centrali, riescono a portarsi a casa il parziale per 25-21. Il quarto set parte con una novità: Michele Fedrizzi in campo al posto di Maruotti. Hernandez fa il bello e il cattivo tempo e passa dall’essere trascinatore al buscare sonore stampate a muro (anche perché di là non c’è “Ciccino d’Avane” cit. Il Magro) e poi ancora trascinatore, così in loop per tutto il set fino alla vittoria della Emma Villas, che così allunga in classifica su Castellana. MVP della partita il cubano, cercato molto da Marouf nell’ultimo parziale con ottimi risultati, anche se vorrei segnalare la grande prestazione di Andrea Giovi sia in ricezione (dove ha chiuso con un 62% di ++) che in difesa.

A questo punto potremo dire che La Sorellanza porta bene a Siena, passando pure dalla vittoria da 2 punti a quella piena da 3.

Concludo con qualche annotazione personale, come sempre:

-bellissimo lo spicchio di palazzetto che a ogni match viene dedicato ai piccoli pallavolisti, ieri tutto in arancio.

-capisco che Wlodarczyk, come tutti i polacchi, abbia un cognome che pare un codice fiscale e sbagliare la stampa sia un attimo (Vibo insegna) però se mi scrivete Wlody io, che ho una mente contorta, sto tutto il tempo a pensare a Woody di Toy Story.

-qua ci coccolano con il braccialettino dell’hospitality (segnalo una pappa col pomodoro buonissima) e siccome prossimamente sarò in altri campi della Superlega vorrei lanciare un messaggio: “Meno esultanze sui tavoli, più cibo per la tribuna stampa”.

Grazie come sempre a Chiara, Gennaro e a tutto lo staff della Emma Villas per la disponibilità.

#TribunaStampa: Siena-Milano, il primo acuto dell’Emma Villas

Ripartiamo con il nostro valzer in giro per i palazzetti della Superlega con la sfida tra Emma Villas Siena e Revivre Axopower Milano. In verità abbiamo già assistito ad altre partite (tra cui la due giorni di Supercoppa), ma solo da semplici spettatrici, giusto per goderci questo nuovo inizio di campionato con tanti nuovi e importanti giocatori ad arricchire il livello già molto alto. Uno di questi lo ritroviamo proprio nella neo promossa Siena e chiaramente stiamo parlando di Saeid Marouf. Il palleggiatore iraniano è uno dei più talentuosi degli ultimi anni, uno che incarna alla perfezione la definizione di “genio e sregolatezza“, uno di quelli con cui ogni attaccante vorrebbe giocare perché la sua imprevedibilità, che spesso rasenta la follia, ti fa mantenere in campo una costante attenzione: potresti ritrovarti un missile terra-aria sparato da posizioni impossibili, impensabili per chiunque. Non per lui.

Ritroviamo una Siena con tanta voglia di vincere la loro prima partita, un tabù che sta diventando quasi una frustrazione (lo confermano le lacrime versate da Hernandez al termine della partita tiratissima con Verona di 10 giorni fa) perché il potenziale c’è eccome: la tecnica di Yuki Ishikawa, l’esperienza di Gabriele Maruotti da Fregene (cit.) e di Andrea Giovi, la potenza quasi devastante di Fernando Ramos Hernandez, la solidità dei due centrali Jurij Gladyr e Vincenzo Spadavecchia che è al suo esordio da titolare in una massima serie (anche se ha fatto parte del roster di Molfetta nel campionato 2015/16, ndr) e la già citata genialità di Saeid Marouf. Dall’altra parte una Milano che si era presentata al via della nuova stagione con tante ambizioni più o meno dichiarate dal presidente Lucio Fusaro, ma che ha raccolto veramente poco fino ad ora. Una squadra che è stata rivoluzionata quasi completamente. Fatta eccezione per la riconferma di Andrea Giani alla guida tecnica, della diagonale Riccardo Sbertoli-Nimir Abdel Aziz e di Matteo Piano, il resto è tutto nuovo: sono arrivati gli schiacciatori Stephen Maar e Trevor Clevenot, reduci da un buon campionato nella passata stagione, un Jan Kozamernik che ha fatto vedere ottime cose a Trento, il libero Nicola Pesaresi e, in corsa, Simon Hirsch.

Prima della consueta analisi della partita vorrei fare una piccola digressione a proposito di palazzetti. Il Palaestra è stato concepito per il basket e come tanti altri (vedi il PalaDozza o o il Modigliani Forum di Livorno, che inspiegabilmente non è mai stato preso in considerazione da Lega e Federvolley… sarà nostra premura chiedere a chi di dovere alla prima occasione) ha una visuale perfetta del campo da ogni parte. Dispiace sinceramente vederlo così vuoto anche se 5.500 posti sono tanti, ma confidiamo che la città trovi il giusto entusiasmo per il volley dopo il vuoto lasciato dalla Mens Sana, ripartita dalla serie B e attualmente in A2.

Le due squadre si presentano in campo con le formazioni tipo che procedono durante tutta la partita fra alti e bassi. Partono meglio i padroni di casa che si aggiudicano il primo set grazie a un Marouf lucido nelle scelte (cioè palla a Yuki sempre e comunque che oggi trasforma in oro tutto quello che tocca) e determinante in fase di difesa. Nel secondo parziale Milano sistema ricezione e fase di contrattacco e pareggia il conto dei set, con Sbertoli che fa volare la percentuale d’attacco di squadra al 70%.

Il terzo set lo passiamo con tutto il palazzetto che canta “Nando, Nando, Nando” ed è subito Teo Mammuccari in Libero. Se lo aggiudica Siena più cinica nel cambio palla diretto. Nella squadra lombarda Sbertoli va un po’ a singhiozzo, con palle spesso basse e poco precise per i suoi attaccanti di palla alta (piccola opinione personale: a me Riccardo è sempre piaciuto però ho trovato il suo palleggio un po’ “impiccato” oggi, molto lento in uscita dalle mani soprattutto quando doveva spingere a banda da lontano). Nel quarto Milano spinge al servizio e porta il match al tie break, per la gioia mia e di tutti i presenti che uniamo così il volley a una seduta criogenica e ci manteniamo belli giovani. E poi arriva finalmente, con il giusto pathos perché le cose semplici all’EmmaVillas non piacciono, arriva la prima vittoria in campionato. Una vittoria di squadra, figlia di tutti i giocatori, ma di Yuki un po’ di più.

yuki

Vorrei ringraziare tutto lo staff della EmmaVillas per la disponibilità e in particolare Chiara e Gennaro.

Concludo con due cose: bello eh il Palaestra, ma fossi Bisogno due stufette da Curitiba le prenderei e un abbraccio a Nando, l’unico uomo sulla terra che non ha i calzini spaiati persi in lavatrice come tutti noi comuni mortali, bensì le scarpe.

Simona Bernardini

Photo Credit: @EmmaVillasVolley