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Letters to Juliet, la SuperLega a Verona

La giornata inizia con le solite imprecazioni causa treni regionali in ritardo che ogni volta rischiano di farti saltare le coincidenze. Fortunatamente il macchinista del treno è un pilota di Formula1 mancato e riesce a recuperare buona parte dei ventisei minuti di ritardo. Espletate le funzioni di rito per chi viene a Verona, ovvero toccare il seno alla statua di Giulietta, mi dirigo verso l’AGSM forum sotto una pioggia torrenziale.

Trasferta bagnata, trasferta fortunata. Per me lo è stata sicuramente, anche e soprattutto grazie all’opportunità e alla disponibilità della BluVolley Verona, che ringrazio nuovamente. Purtroppo per i padroni di casa lo è stata anche per la Sir.

Iniziamo col dire che bisognerebbe rivedere il colore delle maglie da riscaldamento della Calzedonia, vestita di diverse tonalità di giallo che fa molto pièce teatrale di “Cinquanta sfumature di limone” (il colore) patrocinata dal dottor Gibaud, considerata l’elevata percentuale di giocatori veronesi fasciati. Non a caso, Mitar Djuric è ancora fuori per infortunio.

“Cinquanta sfumature di limone”

Verona parte dunque con Spirito-Stern, Pajenk-Birarelli, Maar-Jaeschke, Pesaresi, mentre Lollo Bernardi punta sulla formazione tipo: De Cecco-Atanasijevic, Podrascanin-Anzani, Zaytsev-Russell, Colaci.

Il primo set si apre con un evento eccezionale: una doppia di Luciano. Nonostante questa piccola défaillance, il palleggiatore argentino fa girare bene la sua squadra mettendo in difficoltà i centri di Verona, che si trovano così quasi sempre in ritardo a muro. Dall’altra parte Spirito prova a fare lo stesso, ma la Sir opera una guardia altamente organizzata, toccando quasi tutti i palloni. Molto bene il regista ligure con le pipe, a tratti bravissimo in finta. Talmente bravo che a fine set frega pure Stern.

Il primo parziale si chiude 25-16 per gli umbri; da segnalare l’ottimo ingresso di Shaw, che si presenta con un muro tetto a uno e un attacco di prima intenzione su una palla vagante a filo rete.

All’alba del secondo set pare doveroso soffermarsi su un particolare inquietante: i baffi di Aaron Russell. Probabilmente questo nuovo look influenza la sua percezione delle misure del campo visto che in più occasioni si toglie dalla ricezione valutando erroneamente il servizio avversario, che puntualmente cade in campo. Nonostante il crollo in seconda linea rispetto al primo parziale, Verona pare più organizzata e lotta punto punto, trovandosi anche in vantaggio in più occasioni. Poi però sale in cattedra Atanasijevic (votato MVP dell’incontro) che si carica sulle spalle la Sir e, nonostante un tentativo di sopprimere Colaci andando a difendere una palla a caso, in attacco e soprattutto al servizio (con tre ace consecutivi) ribalta la situazione, portando Perugia avanti di due set con il parziale di 25-21.

Quando per Halloween decidi di travestirti da Taylor Sander olimpico.

Il terzo atto si apre con una novità in casa Verona: Manavi al posto di Maar. Come nel set precedente, Verona tiene bene nella prima metà, soprattutto grazie alla bella intesa tra Spirito e Pajenk. Il cambio in banda per gli scaligeri non porta però i benefici sperati da Nikola Grbic, che sul 14-20 ributta in mischia il canadese sperando di averlo scosso, ma il suo ingresso non fa altro che proseguire il bagno di sangue della ricezione gialloblù. Si fa ormai tardi per raddrizzare la partita, 25-19 Sir e fine dei giochi.

Da segnalare il primo arbitro Goitre che, probabilmente deluso per non aver mai ricevuto richiesta di videocheck da parte di Atanasijevic, decide di fare da sé chiedendo la verifica su un servizio in-out di Spirito.

In una giornata che ha largamente rispettato i valori di forza in campo, vorremmo chiudere rivolgendo un pensiero e un fortissimo abbraccio alla famiglia di Giuseppe Costantino, scomparso ieri per un malore poco prima dell’inizio di Lube Civitanova – Bunge Ravenna.

La Sorellanza

PDM – I^ giornata

Carissimi,

come company policy la Sorellanza ha deciso di commentare nel dettaglio le sole partite che vedrà con i propri occhi. Questo però non significa che non possa analizzare e commentare insieme a voi le statistiche di tutti i match di giornata e, in maniera particolare, di chi si è distinto in esse per aiutare i fantallenatori nella scelta per le prossime giornate.

In questa anonima mattinata di mercoledì lanciamo dunque la prima puntata della nostra nuova rubrica: la PDM. Cos’è? Sta a voi scoprirlo.

Partiamo dal tallone d’Achille che negli ultimi anni ha fatto piangere la maggior parte degli allenatori che si sono accomodati sulle panchine italiche: la ricezione. Sulla quasi totalità dei campi è stata una mezza strage ma l’award di giornata va a Cristian Savani (Taiwan Excellence Latina), fresco di ritorno in Superlega: 23% di positiva, 8% di perfetta.

Veniamo all’attacco di squadra dove segnaliamo un notevole 38% complessivo in casa Kioene Padova: 6 errori, 11 muri subiti e 28 punti realizzati su 74 palloni infiocchettano il cadeau recapitato a Perugia.

Ma per ogni attacco c’è un muro. O meglio, un tentativo di muro. A spiccare tra le quattordici formazioni sono Castellana Grotte e la Bunge Ravenna. I neopromossi della BCC in un’ora e quindici riescono nell’impresa di mettere a segno 2 stampante vincenti (Tzioumakas Georgios e Ferreira Costa Athos), ma sono i romagnoli ad aggiudicarsi il PDM contest per una mera questione di quoziente tempo: stesso numero di fosse, ma in ben due ore e otto minuti (Georgiev Krasimir e Marechal Nicolas).

Concludiamo con il servizio, dove la strage di piccioni la compiono aex-equo la Cucine Lube Civitanova e la Bunge Ravenna con 26 errori. Anche in questo caso risulta determinante il quoziente tempo che “premia” la Lube, regalando più di un set su 4 contro l’1 su 5 della Bunge.

Segnaliamo, infine, l’evidente stato di ubriachezza del sito Legavolley che assegna a Daniele Sottile e Luca Spirito un punteggio individuale di 1.8, che eguaglia la nostra PDM in chimica ai tempi del liceo.

La Sorellanza