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È tempo di playoff!

Chiusa la Regular Season con il primo posto della Sir Safety Conad Perugia, iniziano le giostre dei playoff. Tra probabili montagne russe, case stregate, autoscontro e qualche calcinculo alla bisogna, per gara 1 dei quarti di finale scegliamo il Palapanini dove si affrontano Modena e Milano, due che hanno avuto una stagione talmente piena di infortuni da costringere le società ad affittare un ufficio del palazzetto all’INAIL per poter velocizzare le pratiche. Abbiamo scelto questa partita perché è una delle più interessanti fra i vari accoppiamenti e soprattutto per capire se e quanto i giocatori di entrambe le squadre hanno recuperato dagli acciacchi. Siamo qui per vedere se l’Azimut è entrata in clima playoff abbandonando l’atteggiamento tenuto in Superlega con le squadre di “seconda fascia”, abbracciando invece la fisiologia prepotente che l’ha contraddistinta contro le altre big in Regular Season. Siamo qui anche per vedere se la truppa guidata da Giani riuscirà a fare lo sgambetto a una delle Top4, come del resto ci ha abituato con le due nazionali – Slovenia prima, Germania poi – che ha guidato fino a oggi. Siamo qui perché il Palapanini è pur sempre il Tempio del Volley. No, non è vero. Siamo qui perché dove c’è Andrea Giani c’è La Sorellanza.

Lungi dal volervi annoiare con la fredda cronaca, preferendo concentrarci su un’analisi di più ampio respiro, iniziamo con uno spoiler: ha vinto Modena al quinto set (non credete a quello che scrivono alcuni giornali). È stata una partita lunga e strana, con alcune belle giocate a livello tecnico-tattico da entrambe le formazioni, intervallate da cose brutte (facili alzate del libero completamente sbagliate) e altre “divertenti”. A tal proposito segnaliamo Cebulj lisciare completamente un campanile alzato in 4, con la palla che lo prende in testa e va beatamente nel campo avversario e per par condicio Argenta, trovandosi nei pressi di una freeball a filo rete con Holt, schiaccia in testa all’americano, la palla carambola nel campo milanese e Modena si porta a casa uno dei punti più bizzarri della storia recente. Capitolo iinfermeria: Rado finalmente ha tutti gli uomini a disposizione (tranne Daniele Mazzone) anche se nel primo set vediamo distintamente scorrergli un brividino lungo la schiena quando Ngapeth si accascia a terra toccandosi la caviglia sinistra. Per fortuna niente di grave, pronta fasciatura e di nuovo in campo dal secondo set. Nonostante questo la sua squadra stenta a girare, tiene botta il solito Tine Urnaut che si sta dimostrando il più solido e costante del gruppo. Andrea Argenta è ancora “acerbo”, ma ha un gran carattere e il ragazzo sicuramente si farà e ci darà presto soddisfazioni in quel delicato ruolo che è l’opposto. Per i gialloblù, ai grossi problemi a muro, che nei primi due set non perviene, e a una ricezione altalenante e da rivedere, fa da contraltare una battuta con pochi errori (12 in cinque set) e tanta cassa (9 ace).

Anche in casa della Revivre Giani ha recuperato tutti gli infortunati anche se Sbertoli ancora non riesce a sviluppare il gioco a cui ci aveva abituati, tanto da venire sostituito nel secondo set. In verità l’allenatore meneghino ruota molto i suoi giocatori, contando su una rosa con valore più equilibrato rispetto ad altre squadre di Superlega. L’imperfetto timing al centro è sicuramente da sistemare, ma poco male, perché si sa che nel volley spesso sono le palle sbucciate quelle che cadono inesorabilmente a terra. Più costanti a muro rispetto all’avversario, i milanesi devono però cercare di essere più cinici nei finali di set, se vogliono realisticamente pareggiare il conto in gara 2.

Chiudiamo con un po’ di folklore: notiamo che i manicotti Yomo si stanno moltiplicando come fermenti lattici vivi, che Averill durante i time out si scalda murando mulini a vento come un Don Chisciotte qualsiasi – ma lui è Moschettiere e non lo sa – e che, soprattutto, il Palapanini si stringe in un lungo, meraviglioso abbraccio ad Andrea Giani per sostenerlo in questo momento per lui difficile. Abbraccio al quale tutte noi de La Sorellanza ci uniamo.

La Sorellanza

Photo Credits: Modena Volley

PDM – III^ giornata

La PDM ritorna di gran carriera per analizzare con voi questo interessante turno infrasettimanale (ci stiamo organizzando per il jingle).

Sorpresa a Ravenna dove la Diatec Trentino, ancora senza il grande assente Uros Kovacevic, cade inesorabile sotto una pioggia di piadine e crescioni. Ci fosse stato Earvin Ngapeth, forse, sarebbe andata diversamente.
Conferme da parte di Modena e Perugia, che si mantengono in testa alla classifica in attesa del recupero della partita Civitanova-Ravenna. Bella prestazione di Padova, che finalmente riesce a portarsi a casa la prima vittoria dominando sul campo di Vibo (#DCV), e di Latina, che con la bellezza di 18 muri si aggiudica il tie break a Frosinone.
Illude Milano nel posticipo trasmesso in diretta giovedì sera. Match sempre sul filo dell’equilibrio ma con alcuni black out dei ragazzi di Giani che hanno permesso ad una Lube al 70% di condizione fisica di portarsi a casa tre punti.

Migliora la ricezione rispetto alle prime due giornate, anche se la sufficienza è ancora molto lontana, lontanissima. Soprattutto in casa Diatec. Nella disfatta del Pala De Andrè il trio De Pandis, Lanza e Hoag incassa il 37% di rice positiva, 16% di rice perfetta con 10 errori diretti. Cadorna who?

Migliora in generale anche l’attacco di squadra. Da segnalare il tana libera tutti di Tubertini a Vibo: nove giocatori su tredici e nessuno al di sopra del 50% (41% di squadra).

Nota di demerito per Perugia: per la seconda giornata di fila troviamo la Sir in fondo alla classifica dei muri realizzati (Podrascanin e Anzani), a pari merito con Vibo (Antonov e Verhees).

Il servizio si conferma come ago della bilancia di ogni match. La peggiore in questa giornata è Vibo: 20 errori diretti al servizio ed 1 solo ace.

Vi ricordiamo che la partita Castellana GrotteVerona verrà giocata il 13/12 e, per questo, il Fantavolley ha assegnato dei punteggi di default. Inoltre, con grande dispiacere, segnaliamo il forfait di Mitar Djuric, complice un infortunio che lo terrà out per 12/14 settimane. Auguriamo al nostro chioccone del cuore un buon recupero.

La Sorellanza

Photo Credit: Margherita Leone