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I’m Not There

Non so chi di voi ha visto Io non sono qui, il film biografico – molto sui generis – sulla vita di Bob Dylan.

C’è una scena, nel capitolo dedicato alla “stella elettrica” Robbie Clark, nella quale il protagonista (il mai abbastanza rimpianto Heath Ledger) sale su una moto, la accende, parte, perde il controllo e si fracassa contro un muro, mentre Claire-Charlotte Gainsbourg lo prende amabilmente per il culo.

Ecco, immaginate per un attimo che la moto rappresenti allegoricamente la Diatec Trentino, e Luca Vettori nelle scomode vesti di Robbie Clark.

L’opposto di Parma non è ancora riuscito a domare la due ruote targata Diego Mosna, nonostante Lorenzetti abbia trovato un meccanico serbo e mancino abbastanza ferrato per provare a sistemarne il motore. Il ritorno da protagonista di un Uros Kovacević relativamente sano, oltre alla rincorsa verso i piani altissimi della Superlega, rappresenterebbe l’occasione per donare quel briciolo di calma in più a Vettori per mettere insieme i pezzi di una prima parte di stagione piena di ombre, capace com’è l’ex Verona di catalizzare su di sé gran parte delle uscite di palla di Giannelli.

Evidentemente, ancora non basta.

I volti conosciuti, siano essi noti al grande pubblico come a un gruppo quasi elitario come quello della pallavolo, divengono inevitabilmente oggetto di idealizzazione, specie se escono, ognuno a modo loro, dai binari dell’identificazione canonica che caratterizza lo sportivo medio. Vettori, in tal senso, è sempre stato fortemente identificato e idealizzato: intellettuale, introspettivo, intrigante, filosofo, idolo suo malgrado di una nutrita schiera di fans, appiccicargli un’etichetta è stato per molti sport nazionale e credo che il primo a non essere troppo contento di questa elevazione a santino sia proprio lui.

Prendendo atto dell’ovvietà, e parlando di fatti tangibili, il 2017 pallavolistico di Vettori poteva essere abbagliante, di fatto è stato la doppia freccia di un parcheggio in seconda fila, prima inghiottito dagli ultimi mesi in una Modena senza troppo mordente, poi dall’estate non felicissima della nazionale azzurra. La separazione tra lui e l’ambiente emiliano non ha dato l’impressione di essersi risolta consensualmente: Luchino ha salutato Modena su Facebook dedicandole un bellissimo testo, un po’ la sua Giugno ’73 di commiato; di contro, una parte della sua ex tifoseria non ha perso occasione di beccarlo nelle prime uscite in maglia trentina, costruendoci attorno pure un merchandising-sfottò nemmeno troppo underground. Per farla breve, non l’hanno presa proprio con un “E’ stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”, eppure di giocatori che se ne vanno è pieno il mondo, qualcuno in passato mi diede l’impressione di separarsi in maniera ben peggiore (tipo Giba e Cuneo, tanto per fare un nome), ma si tratta di un astio che, nel mio non avere bandiera, rimane abbastanza inspiegabile. Me ne farò una ragione, e lui credo altrettanto.

Le menti riflessive sono più complicate da irregimentare, da piegare al volere di un pensiero unico. E’ altrettanto vero che le persone vanno conosciute, e noi Vettori non lo conosciamo, né abbiamo la pretesa di farlo da lontano; ciò che possiamo giudicare è ciò che vediamo, ascoltiamo, leggiamo. Di sicuro, Luchino è uno che pensa e non si adegua per partito preso. Come quando non si allineò, per esempio, alla richiesta fatta agli olimpionici di firmare per la candidatura di Roma ai Giochi del 2024 (fu l’unico, su 69 atleti, ad esprimere parere contrario).

Forse il Vettori sportivo non si è mai adeguato nemmeno a se stesso, a quello sguardo che non si scrolla mai di dosso un certo velo di tristezza. Il problema è che, ad oggi, non ha ancora trovato la chiave per adeguarsi a Trento: il girone di andata mediocre, le frequenti sostituzioni con il finora misconosciuto – almeno per questi livelli – Renee Teppan (a volte preferito in campo da Lorenzetti sin dall’inizio), le percentuali di realizzazione costantemente in picchiata. Tutto questo nonostante si percepisca dalla sua presenza una certa vena volitiva in copertura, una fase di gioco in cui, se escludiamo la qualità spesso non eccelsa degli appoggi, ha mostrato un sensibile miglioramento.

I tiepidi segnali di risveglio dopo il turno di Champions con l’Arkas Izmir e la trasferta di Castellana Grotte potevano essere il preludio per una Coppa Italia della svolta, ma Trento ci è arrivata malissimo, mentalmente prima ancora che tecnicamente, soggiogata dall’asfissiante trittico battuta-muro-difesa di Perugia e dal proprio smarrimento tattico, fattori che hanno ingabbiato anche il meraviglioso Kovacević da cinquanta punti in due partite immediatamente precedenti. Fatta eccezione per il primo set da orrore e raccapriccio, Vettori dalla semifinale non ne è nemmeno uscito troppo male, ma incapace di prendere possesso del centro nevralgico della distribuzione (anch’essa parecchio offuscata) di Giannelli.

Andrea Zorzi, in una splendida intervista che gli fece qualche mese fa, disse di lui che “non sai mai dov’è veramente”. Gli copio pari pari l’impressione in quanto la mia è esattamente la stessa: è come se il suo sguardo fosse sempre da un’altra parte, e non lo dico con accezione negativa, ma con la curiosità e l’interesse che inevitabilmente smuove questa sua percepita assenza. Nel video dell’intervista Vettori, in risposta ad un appunto di Zorzi che lo definisce un po’ rigido, dice che è come se a volte al suo stesso braccio mancasse l’immaginazione, come se si sentisse soffocato. Chissà, forse quella sensazione deriva proprio dalla riflessione, dalla costante elucubrazione mentale che non si scinde dallo scorrere della partita, dalle diverse forme di una mente sempre in movimento che soggioga l’immediatezza del gesto. Troppo poco “atleta in toto” per un solo pensiero alla volta.

PDM – XI^ giornata

Undicesima settimana di SuperLega UnipolSai e undicesimo appuntamento con la PDM.

Weekend iniziato venerdì sera col big match tra BCC Castellana Grotte e la Biosì Indexa Sora, terminato con la vittoria al tie break per gli ospiti. Sabato anticipo ad orario aperitivo per la Cucine Lube Civitanova e la Kioene Padova, altro tie break (questa volta con vittoria dei padroni di casa). Mentre domenica si sono giocati gli altri match. La Wixo LPR Piacenza riesce a portarsi a casa i tre punti pieni in diretta tv nel match giocato contro la Gi Group Monza. Bottino pieno anche per l’Azimut Modena (contro la Bunge Ravenna guidata dall’ex Santi Orduna), per la Sir Safety Perugia (nella sfida con Taiwan Excellence Latina) e per la Calzedonia Verona (in casa della Revivre Milano). Ultimo match della giornata tra Tonno Callipo Calabria Vibo ValentiaDiatec Trentino, vinto al quinto set dai trentini.

Copertina dedicata a Latina che nel match contro Perugia, capolista di questa SuperLega, si aggiudica il premio per la peggiore ricezione, complice anche la buonissima prestazione al servizio degli ospiti: 39% di rice positiva, 26% di rice perfetta e ben tredici errori.

Brutta prova per Milano. Dopo una serie di belle partite, gli uomini di Giani cadono nel tranello di Verona. Forse provati dal lungo weekend, che a Milano è iniziato mercoledì con i festeggiamenti(*) per il santo patrono, la Revivre non entra mai veramente in partita e fa guadagnare il bottino pieno ai veneti: 33% di attacco di squadra per Piano&co.

(*) festeggiamenti dai quali non si è risparmiato sicuramente il social media manager della Calzedonia Verona che su Twitter ha dispensato una valanga di perle che neanche noi al quinto aperitivo.

Tripletta per quanto riguarda il minor numero di muri realizzati. A parti merito con 5 muri Modena (Holt, Urnaut, 3 Mazzone), Monza (Buti, Shoji, Plotnytsky, 2 Finger) e Sora (Caneschi, 2 Mattei, 2 Petkovic).

Alti e bassi all’Eurosuole per Padova. Riesce a portare i campioni d’Italia al tie break ma finendo per perderlo ai vantaggi. Prestazione quasi sufficiente per i padovani. La seconda linea ha visto momenti migliori ma a mancare è stato soprattutto il servizio: 21 errori per soli 4 aces.

Intanto Civitanova si “veste” a festa e ci regala momenti di altissimo livello intellettuale.

Nella giornata di ieri vi abbiamo spoilerato, attraverso i nostri canali social, una bella novità. A domani!

La Sorellanza

Photo Credit: Top Volley Latina

PDM – V^ e VI^ giornata

Volevo iniziare questa doppia rubrica scusandomi per la mancata pubblicazione delle PDM della scorsa giornata. Giocare ogni tre/quattro giorni non ha aiutato a combinare la nostra passione con gli appuntamenti quotidiani della vita. Solo per questa occasione (si spera) faremo un riassunto veloce della quinta giornata per metterci in pari:

  • In questa stagione mai nessuno ha fatto peggio della Gi Group Monza, impegnata nel difficile match al PalaEvangelisti. Grazie anche ad un’ottima Sir Safety Conad Perugia, che al servizio mette a segno 12 aces con 10 errori, crolla la ricezione di Monza: 20% di positiva, 11 di perfetta e 12 errori diretti.
  • Con 20 attacchi realizzati su 63 palloni giocati, gli uomini di Falasca chiudono una partita da dimenticare in fretta con un 32% di attacco di squadra. Neeeeeext!
  • La Biosì Indexa Sora si conferma specialista del fondamentale ma migliora rispetto alla scorsa giornata. In un’ora e 17 minuti di gioco riesce a mettere a segno BEN 2 muri vincenti (Nielsen Rasmus Breuning e Mattia Rosso).
  • Giornata che termina con tre pari meriti al servizio: la Diatec Trentino e la Taiwan Excellence Latina segnano 20 errori e 3 soli aces, mentre la Biosì Indexa Sora 16 errori e un solo aces.

Ora passiamo ad analizzare con più calma la sesta giornata di campionato. Ancora una sconfitta per la Diatec Trentino che sprofonda in classifica generale e appare sempre più in crisi. Però una nota positiva c’è: finalmente si rivede in campo Uros Kovacevic. Ottima la prova della Calzedonia Verona al PalaTrento. Big match al PalaPanini, concluso con la sesta vittoria di fila della Cucine Lube Civitanova sull’Azimut Modena. C’è chi dice che non vede l’ora di vedere la prossima e chi non ne poteva già più dopo le semifinali Scudetto dell’anno scorso. In ogni caso, la sfida si ripeterà sabato 28 gennaio in occasione delle semifinali di Coppa Italia. Sede ancora ignota. La Sir Safety Conad Perugia si conferma capolista nonostante il turnover effettuato sul campo di Sora. Un’altra bella conferma è la Bunge Ravenna, che vince il match contro la Kioene Padova e si piazza terza in classifica generale con una partita in meno. Si riprende la Gi Group Monza dopo la batosta al PalaEvangelisti e vince 3-0 sulla BCC Castellana Grotte. Successo anche per la LPR Piacenza sulla Revivre Milano (3-1 e 40.8 di Abdel-Aziz al Fantavolley) e per la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia sulla Taiwan Excellence Latina (3-2).

Interessante la sfida al Pala Banca di Piacenza per la PDM in ricezione. Da una lato LPR con il 39% di ricezione positiva, 23% di perfetta ed 11 errori diretti. Dall’altra la Revivre col 37% di ricezione positiva, il 16% di perfetta e 8 errori diretti. Dopo un’attenta analisi e una votazione democratica abbiamo deciso di consegnare il premio di giornata a Milano, con l’unico scopo di poter usare quel tocco di manzo di Andrea Giani come  immagine di copertina.

Alti e bassi in casa della Kioene Padova che ripete, questa volta contro la Bunge Ravenna, la percentuale di attacco di squadra già incassata durante la prima giornata di campionato a Perugia: 38% complessivo, 36 punti realizzati su 95 palloni giocati, 14 errori diretti e 10 muri subiti.

Ancora una volta monster block vince la Biosì Indexa Sora. In poco meno di due ore, ben 5 muri vincenti (Caneschi, Fey, Rosso, Seganov e Petkovic). In crescita.

Mentre la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia ci confeziona, con un enorme nastro giallo rosso, un bellissimo regalo: 30 errori al servizio in un solo match. Abbiamo letto e riletto il tabellino e continuano ad essere 30, quindi non ci resta che inchinarci. Imperiali.

Serie discreta di NB:

  • Confermato il risultato della sfida Monza-Vibo Valentia del 29 ottobre dopo l’istanza dei lombardi (1-3);
  • Strano calendario per quanto riguarda la settima giornata di SuperLega. Si inizia mercoledì 8 con l’anticipo Castellana-Piacenza e si conclude mercoledì 15 col big match Perugia-Trento. Su Rai Sport saranno trasmesse in diretta Milano-Vibo venerdì 10 alle ore 20.30 con Marco Fantasia e Claudio Galli e Verona-Ravenna domenica 12 alle ore 18.
  • Inizia la Champions League. Questa settimana la Sir Colussi Sicoma Perugia sarà impegnata col terzo turno della competizione europea: mercoledì 8 alle ore 17 in Bielorussia contro lo/la Shakhtior Soligorsk e domenica 12 alle ore 18 il ritorno al PalaEvangelisti (partite trasmesse da Fox Sports).

La Sorellanza

Photo Credit: PowervolleyMilano

Otto partite per sette fratelli – Il Musical

Poi dicono che ad uno passa la voglia… si, certo. Che lo vadano a dire ai 5000 di ieri al PalaPanini se gli era passata la voglia. O a tutti quelli che hanno seguito la diretta su Rai Sport 1. A chi si è tenuto libero appositamente per la sfida tra Azimut Modena e Cucine Lube Civitanova. Dicono che ad uno passa la voglia dopo sette partite, dopo una serie che si trascina dai playoff scudetto della scorsa stagione. La voglia non passa, credetemi. Non passa soprattutto a Modena.

È tutto pieno, colmo, mi piace definirlo strabordante il PalaPanini in queste particolari occasioni. Certo, la risposta del pubblico c’è sempre, ma per i big match è particolare. Assordante già dal riscaldamento delle squadre: quando cominciano ad arrivare i tifosi biancorossi e a prepararsi per la battaglia sugli spalti, quando dall’altra parte apportano le ultime modifiche alla coreografia prima di iniziare.

Poi dicono che dopo sette incontri le formazioni le conosciamo. Quella della Lube meglio, non è cambiata molto rispetto alla scorsa annata. Diagonale Christenson-Sokolov, posti 4 Juantorena-Sander (una delle poche novità), al centro Cester-Candellaro, libero Grebennikov. Allenatore Giampaolo Medei (l’altra novità). Quella di Modena è cambiata invece, non per fama. Diagonale Bruno-Sabbi, posti 4 Ngapeth-Urnaut, al centro Holt-Bossi, libero Rossini. Allenatore Radostin Stoytchev (“e vaffanculo!”, il francesismo è richiesto da lui, non me ne vogliate).

Comincia forte il primo set: equilibrato fin dai primi punti, ma dove subito si percepisce la voglia di lottare su ogni palla, perché alla fine le formazioni in campo sono quelle che sono, non di certo lí per divertirsi. Un appoggio in bagher all’indietro di Bruno per Sabbi che schianta il pallone in mezzo al muro, un aquilone di Sokolov su un gioiellino di Christenson (se la sottoscritta fosse stata al posto dell’hawaiano lo avrebbe preso per il collo e buttato nel brodo, come si suol fare con i polli in autunno) e qualche salvataggio in difesa degno di nota mi fanno pensare che non soddisferò in fretta la mia fame. E l’hanno pensato tutti, non solo io. Il set si chiude di poco scarto, 25-21, a favore dei padroni di casa che hanno fatto la differenza al servizio mettendo a segno ben 4 ace a discapito dei marchigiani. Sulle percentuali di ricezione lascio la parola al secondo set, per il quale servirebbe una pagina PDM appositamente dedicata.

Nonostante non abbia visto il palleggiatore statunitense della Lube nella sue migliori condizioni in fatto di distribuzione, la percentuale in attacco dei marchigiani sale. Anche se mi ricredo un attimo su un appoggio velocissimo per Cester che porta le squadre sul 10 pari. Per chi non l’avesse visto poi, per la serie “wow che spettacolo e non riesco a dire nient’altro” vi segnalo da rivedere il punto dell’11 pari ad opera dei modenesi. Bello, ma bello bello (semicit.). Fa la differenza il servizio anche questa volta, con due ace ad opera di Sokolov e Sander. E fa la differenza Juantorena, che si prende sulle spalle il set. Vi avevo promesso delle PDM: 0% in ricezione di Grebennikov e 7% in ricezione perfetta di Ngapeth. Mi sarebbe piaciuto andare a giocare lo 0 di Grebennikov al Superenalotto se fosse stato possibile, ma tant’è.

Se il terzo set ha fatto arrabbiare Stoytchev, non avete idea di quanto abbia fatto arrabbiare me. Perché, suvvia, era un punto a punto continuo. Un equilibrio devastante. Il doppio muro di Maxwell Holt sul 14 pari. Insomma, eravamo lì. È che “el hombre” ha deciso di prendersi la responsabilità, nonostante l’arbitro abbia messo in dubbio per qualche secondo la sua investitura di capitano. Scuse accettate, si va avanti. È una pipe devastante di Sander a portare la Lube sul set point. Che poteva essere match point, in tranquillità. Perché poi, nonostante il vantaggio del quarto set, per i padroni di casa non ce n’era più. “Non abbandonarmi la partita” ha detto Stoytchev in faccia a Ngapeth, ma dopo quattro murate era tardi.

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Credits: Modena Volley Official Page

Potrebbe quindi rimanerci impressa la bellezza del PalaPanini, Stoytchev che scuote Bruno dopo un meraviglioso primo tempo, la prima esultanza di Tine Urnaut sotto la Curva Ghirlandina. E invece, l’unica cosa che ci rimane impressa è il dominio della Lube nel finale di quarto set. Sono stati bravissimi anche stavolta, anche stavolta che non era più facile delle altre, anche stavolta che dovevano rialzarsi dopo una brutta sconfitta sul campo di Latina.

Poi dicono che ad uno passa la voglia. Io ho già voglia di vedere come andrà la nona.

 

PDM – IV^ giornata

A poche ore dall’inizio di questa quinta giornata di SuperLega (sesto match in poco più di due settimane) è il momento delle #PDM!

Weekend di volley iniziato sabato con l’anticipo Diatec TrentinoBCC Castellana Grotte. Vittoria con fatica per gli uomini di Lorenzetti che, grazie a questi tre punti, riescono a respirare un po’ prima del big match all’EuroSuole. Seconda sconfitta stagionale per la Cucine Lube Civitanova (la prima l’avevano incassata in finale di SuperCoppa) sul campo di Latina. Polemiche su Instagram riguardo all’arbitraggio ma post rimosso poche ore dopo. Misteri di Halloween.  Solite conferme dai campi di Modena e Perugia che non lasciano neanche un set alle squadre avversarie. Altra vittoria per la Bunge Ravenna ai danni di Sora, al momento terza in classifica generale con una partita in meno. Tie break in casa Padova dove, dopo due ore e venti, la spunta Verona.

Al momento è sospeso il risultato della partita MonzaVibo Valentia (1-3) per un’istanza preannunciata dai lombardi a causa di un errore nel conteggio del punteggio nel terzo set.

Ma veniamo ora ai dati interessanti. Dopo le ultime due giornate, in cui la PDM in ricezione era stata indiscutibilmente loro, la Diatec Trentino passa la palla a Castellana Grotte. Sarà stato l’aperitivo del sabato o l’aria di montagna alla quale non sono abituati ma i pugliesi incassano col 37% di rice positiva, il 23 di rice perfetta e 5 errori diretti.

Giornata ricca di premi per la BCC che, grazie alle discutibili prestazioni in ricezione, mette a tabellino un bel 36% di attacco di squadra.

Eeeeeeeeee… rullo di tamburi…abbiamo il primo zero della PDM! Ringraziamo col cuore la Biosì Indexa Sora che nel match contro Ravenna non mette a segno neanche un muro. Se vi servono consigli su come digerire il crescione salsiccia patate e mozzarella chiedete pure alla Diatec.

Ma gli zeri della giornata non finisco sul campo del Pala De Andrè ma si spostano di costa e ne troviamo un altro anche al PalaBianchini. Infatti la Lube segna ben 17 errori al servizio e neanche un ace.

La Sorellanza

Photo Credit: BonaLore Images

Letters to Juliet, la SuperLega a Verona

La giornata inizia con le solite imprecazioni causa treni regionali in ritardo che ogni volta rischiano di farti saltare le coincidenze. Fortunatamente il macchinista del treno è un pilota di Formula1 mancato e riesce a recuperare buona parte dei ventisei minuti di ritardo. Espletate le funzioni di rito per chi viene a Verona, ovvero toccare il seno alla statua di Giulietta, mi dirigo verso l’AGSM forum sotto una pioggia torrenziale.

Trasferta bagnata, trasferta fortunata. Per me lo è stata sicuramente, anche e soprattutto grazie all’opportunità e alla disponibilità della BluVolley Verona, che ringrazio nuovamente. Purtroppo per i padroni di casa lo è stata anche per la Sir.

Iniziamo col dire che bisognerebbe rivedere il colore delle maglie da riscaldamento della Calzedonia, vestita di diverse tonalità di giallo che fa molto pièce teatrale di “Cinquanta sfumature di limone” (il colore) patrocinata dal dottor Gibaud, considerata l’elevata percentuale di giocatori veronesi fasciati. Non a caso, Mitar Djuric è ancora fuori per infortunio.

“Cinquanta sfumature di limone”

Verona parte dunque con Spirito-Stern, Pajenk-Birarelli, Maar-Jaeschke, Pesaresi, mentre Lollo Bernardi punta sulla formazione tipo: De Cecco-Atanasijevic, Podrascanin-Anzani, Zaytsev-Russell, Colaci.

Il primo set si apre con un evento eccezionale: una doppia di Luciano. Nonostante questa piccola défaillance, il palleggiatore argentino fa girare bene la sua squadra mettendo in difficoltà i centri di Verona, che si trovano così quasi sempre in ritardo a muro. Dall’altra parte Spirito prova a fare lo stesso, ma la Sir opera una guardia altamente organizzata, toccando quasi tutti i palloni. Molto bene il regista ligure con le pipe, a tratti bravissimo in finta. Talmente bravo che a fine set frega pure Stern.

Il primo parziale si chiude 25-16 per gli umbri; da segnalare l’ottimo ingresso di Shaw, che si presenta con un muro tetto a uno e un attacco di prima intenzione su una palla vagante a filo rete.

All’alba del secondo set pare doveroso soffermarsi su un particolare inquietante: i baffi di Aaron Russell. Probabilmente questo nuovo look influenza la sua percezione delle misure del campo visto che in più occasioni si toglie dalla ricezione valutando erroneamente il servizio avversario, che puntualmente cade in campo. Nonostante il crollo in seconda linea rispetto al primo parziale, Verona pare più organizzata e lotta punto punto, trovandosi anche in vantaggio in più occasioni. Poi però sale in cattedra Atanasijevic (votato MVP dell’incontro) che si carica sulle spalle la Sir e, nonostante un tentativo di sopprimere Colaci andando a difendere una palla a caso, in attacco e soprattutto al servizio (con tre ace consecutivi) ribalta la situazione, portando Perugia avanti di due set con il parziale di 25-21.

Quando per Halloween decidi di travestirti da Taylor Sander olimpico.

Il terzo atto si apre con una novità in casa Verona: Manavi al posto di Maar. Come nel set precedente, Verona tiene bene nella prima metà, soprattutto grazie alla bella intesa tra Spirito e Pajenk. Il cambio in banda per gli scaligeri non porta però i benefici sperati da Nikola Grbic, che sul 14-20 ributta in mischia il canadese sperando di averlo scosso, ma il suo ingresso non fa altro che proseguire il bagno di sangue della ricezione gialloblù. Si fa ormai tardi per raddrizzare la partita, 25-19 Sir e fine dei giochi.

Da segnalare il primo arbitro Goitre che, probabilmente deluso per non aver mai ricevuto richiesta di videocheck da parte di Atanasijevic, decide di fare da sé chiedendo la verifica su un servizio in-out di Spirito.

In una giornata che ha largamente rispettato i valori di forza in campo, vorremmo chiudere rivolgendo un pensiero e un fortissimo abbraccio alla famiglia di Giuseppe Costantino, scomparso ieri per un malore poco prima dell’inizio di Lube Civitanova – Bunge Ravenna.

La Sorellanza

Buona la prima

Sir Safety Conad Perugia – Kioene Padova

No, non stiamo parlando dello spettacolo di Ale e Franz anche se nella pallavolo, come nel teatro, si segue un copione studiato tutta la settimana, ma spesso poi ci si ritrova a dover improvvisare. Buona la prima perché Perugia vince al suo esordio in campionato e, soprattutto, perché è la nostra prima tribuna stampa dalla nascita del nuovo blog, grazie alla grande disponibilità della società umbra.

Il pomeriggio si apre con la consegna della Supercoppa al capitano De Cecco e con il conseguente giro d’onore del campo di tutta la squadra, culminato con il presidente Gino Sirci che consegna il trofeo alla curva dei sirmaniaci. Giornata di premi questa prima di Superlega e, dopo aver alzato la coppa vinta dalla propria squadra, i tifosi umbri si vedono consegnare il riconoscimento come tifoseria più corretta della scorsa stagione. Finiti i festeggiamenti è ora di dare la parola al campo. Padova, con Travica ancora infortunato, inizia con Peslac-Nelli, Polo-Volpato, Randazzo-Cirovic, Balaso. La Sir con un solo cambiamento al centro rispetto al sestetto del weekend di Supercoppa: De Cecco-Atanasijevic, Podrascanin-Ricci, Russell-Zaytsev, Colaci.

Iniziamo subito con un problema tecnico: il videocheck funziona, ma sui maxischermi del palazzetto non compare alcuna immagine. Chi sia inciampato nel cavo questa volta non lo sappiamo, forse io mentre mi alzavo per comprare una birra.

Nel primo set ritroviamo la Sir dove l’avevamo lasciata, ovvero, per dirla alla Sirci, con il muro che #RCD, fondamentale che le permette di volare via liscia fino al 25-17, complici anche la battuta – che ha tenuto costantemente sotto pressione la ricezione di Padova – e un De Cecco che porta i suoi a un 100% in attacco su ricezione positiva. Episodio degno di nota l’ingresso di Della Lunga, con Atanasijevic che gli dà il benvenuto togliendo le mani a muro e facendogli rischiare una decapitazione in perfetto stile Charles-Henri Sanson. Il secondo set prosegue sulla stessa linea del primo, con Padova che non riesce mai a mettere in difficoltà la Sir. I padroni di casa volano a un 73% di attacco di squadra (80% con ricezione negativa), da segnalare due stampate a muro di Zaytsev con una posizione perfetta delle mani, probabilmente frutto della sua grande passione per il beach volley che non manca mai di giocare nelle pause dalla stagione indoor. A fine set Bernardi fa tana libera tutti e comincia a effettuare cambi, che ritroveremo nel sestetto di partenza del terzo. A riposare saranno Zaytsev (per Berger) e Podrascanin (dentro Anzani). Il terzo set si fa invero più combattuto, anche se la Sir non dà mai segno di lasciarsi scappare l’avversario, con Atanasijevic (MVP di oggi) in giornata da “so che il campo è quello arancione” e De Cecco che fa ciò che vuole con il muro padovano. La partita si chiude 3-0 in circa un’ora e mezza. Piccola nota a margine: Russell, grazie all’arrivo di Colaci, si trova a coprire una porzione di circa 10 centimetri di campo in ricezione, essendo così molto più libero in fase offensiva.

Cosa ci resta di questa giornata? Sirci che a fine partita sale sul tavolo come un Benigni qualsiasi agli Oscar del 1999, i vassoi di cibo portati dalla zona ospitality (che io avrei voluto impacchettare per Polo), i chilogrammi persi da Luciano probabilmente trasferiti su Siirila e l’ultimo ace di Bata con la palla che muore dopo aver toccato il nastro.

Taiwan Excellence Latina – Calzedonia Verona

Che alla Calzedonia Verona piacesse molto andare al quinto set si era già visto nelle ultime due stagioni. Che giocare a Latina fosse pericoloso e potesse rinverdire il tradizionale abbonamento degli scaligeri al tie-break potevamo aspettarcelo. Ciò a cui non eravamo (forse) del tutto preparati era la resurrezione di Sasha Starovic, novello Lazzaro con una carriera tanto sfortunata quanto al limite del fantozziano per la quantità industriale di infortuni subiti.

Partita dai due volti quella del PalaBianchini: primi due set con Verona sempre avanti e costantemente in controllo, seppur con qualche passaggio a vuoto a permettere timidi tentativi di rientro da parte di Latina. Spirito, non fidandosi ciecamente di Stern (Mitar Djuric è assente per infortunio) e con un primo tempo non ancora sicuro, decide di smistare principalmente in 4 e pipe sfruttando la buona vena dei suoi martelli, in primis Thomas Jaeschke che nella prima ora di gara fa sparire la targa dal campo visivo della Taiwan Excellence. Latina si tiene in piedi grazie a Savani in attacco ma in ricezione sono dolori e dopo lo 0-2 ci prepariamo a raccontare un successo facile della squadra di Nikola GrbicDi Pinto decide allora di giocarsi la carta Starovic, non ancora in perfette condizioni, ma tanto basta per cambiare completamente registro alla partita. Sottile scalda i motori del suo opposto, la seconda linea veneta comincia a imbarcare acqua e Spirito viene richiamato in panchina per riorganizzare le idee dopo diversi minuti di confusione. Due set quasi fotocopia portano i padroni di casa ad impattare il match e a inizio quinto l’inerzia continua ad essere dalla loro parte, fino al 9-4, momento in cui il turno di battuta di Spirito (lo sappiamo: è un gioco di parole di cui, ahinoi, non ci libereremo mai, soprattutto Andrea Lucchetta) mette in totale confusione i ricettori pontini agganciandoli sul 9 pari. Comincia uno schizofrenico punto a punto che porta Latina ad avere quattro matchpoint, prima del break decisivo della Calzedonia sul 17 pari e la chiusura oltremodo cinica dei veneti che alla prima occasione utile incassano la vittoria all’esordio.

Match strepitoso di Thomas Jaeschke che chiude con 26 punti, 55% in attacco, 3 aces e 1 muro. Dall’altra parte top scorer Starovic con 21, mentre per un Savani calato alla distanza fa da contraltare Gabriele Maruotti, 19 punti e un sontuoso 66% di positività.

Il premio Magic English di giornata lo assegniamo a furor di popolo a Vincenzo Di Pinto che, tentando di mettersi in comunicazione intergalattica con Erik Shoji durante un time out, abbozza un “this is… this service is… here… Ok va bene”, preferendo a quel punto esprimersi a gesti.

Accogliamo invece con piacere la più che discreta forma di Cristian Savani di ritorno da anni di Oriente. Bene in attacco, condizione fisica calata un po’ alla distanza, acconciatura impeccabile. In ricezione lo rimandiamo alla prossima.

Azimut Modena – BCC Castellana Grotte

L’autunno a Modena ritorna ad essere troppo giallo. Quando inizia il campionato, la domenica non ce n’è per nessuno, neanche per chi una certa autorità negli anni se la dovrebbe essere guadagnata. Di conseguenza la curva Ghirlandina mantiene la sua promessa e apre le danze con uno striscione dedicato a Radostin Stoychev accompagnato dal sottofondo musicale “La senti questa voce , successo ritornato alla ribalta nell’ultimo periodo.

Dopo la consegna dei premi a Giulio Sabbi e Andrea Argenta, rispettivamente come Miglior realizzatore della scorsa stagione e Miglior giocatore Under 23, si può cominciare. Neo promossa in Superlega, la BCC Castellana Grotte si appresta a giocare la sua prima in un PalaPanini quasi al completo.

La squadra di casa si impone sugli ospiti fin dai primi punti, svelando un’ottima forma di tutti gli attaccanti… su quale sia la vera forma di Earvin Ngapeth poi ci si potrebbe aprire un salotto da Barbara d’Urso. Varia, quindi, la distribuzione di Bruno, che riesce a sfruttare ottimamente sia i suoi schiacciatori che i centrali, portando le percentuali di attacco di Holt e Mazzone sul 63% e 50%. Da segnalare nel terzo set l’entrata di Elia l’ha data a Bossi, che riporta la mente dei modenesi a bei tempi andati, quando tutto era ancora più giallo. MVP Giulio Sabbi: 15 punti, 4 ace di fila nel secondo set, 1 muro e 1 schiena molto importante. Niente può fare la neopromossa, nonostante i tentativi di Paris, che si distingue per qualche buon palleggio servito a Tzioumakas, ma non per essere un nome conosciuto.  Buona la prima anche per Modena quindi, che si porta a casa 3 punti in un’ora e quindici minuti.

La Sorellanza